A Milano chiude per Covid l'unico locale di vino e fumetti

Manuela D'Alessandro
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AGI -  Nei 65 metri quadri di ‘Nuvole in cantina' è successo di tutto per sei anni: si sono avvistate attrici vestiti da sirene planare dal soppalco, poeti che declamavano versi abbinati a calici di vino, fumettisti dello studio Bonelli che decoravano le tovagliette della cena. “Il 28 gennaio il mio sogno finisce – racconta all'AGI Lorenzo Ninni, il titolare di questo piccolo locale di successo ai bordi della periferia di Milano est -. Eravamo arrivati quasi alla cima della tranquillità dopo anni di sacrifici, il tempo di piegarsi un attimo sulle ginocchia per tirare il fiato e alzare lo sguardo verso l'alto ed è arrivata una spinta brutale che ci ha respinti oltre al punto di partenza, direttamente alla fine: la pandemia. Intorno a noi, il silenzio: politici, associazioni di quartiere e di settori, tutti spariti ”.  

"A Milano siamo tutti sulla soglia, basta un mese di stop per fallire"

Nato con un'idea originale, “unico in Italia a proporre insieme vino e una ricercata scelta di fumetti”, si è imposto come la casa di chiunque avesse una proposta creativa, sempre accompagnata da un vino biologico selezionato da Ninni tra gli amici vinaioli sparsi in diverse regioni

 Il problema dello spazio era stato risolto ingaggiando per alcune serate venditori di Street Food: “Mi ricordo una serata legata alla rassegna ‘JazzMi' con 200 persone felici sotto la pioggia, davanti al locale, dopo avere visitato una minuscola mostra di battipenna, la parte della chitarra dove batte il plettro, disegnata a fumetti”.

Il Covid, poi. “A Milano si fallisce perché siamo tutti sulla soglia, se il virus ti blocca per qualche mese ti distrugge se non ci sono aiuti. Il mio era proprio il locale dell'assembramento. L'idea è che chi ci entrava stava attorno al tavolone e si conosceva, qui sono nati amori e amicizie. Tutto quello per cui ‘Nuvole in cantina' aveva un senso, la condivisione e l'improvvisazione, è stato spazzato via. Forse non è esatto dire che siamo stati uccisi dal Covid ma dalla falle del sistema, evidenziate dal virus. Dall'indifferenza di chi avrebbe dovuto sostenerci".

Ora diventerà una tigelleria

"Per un po' sono rimasto aperto come libreria - prosegue Ninni - ma non ho ricevuto un centesimo. Chi ci doveva proteggere, ci ha abbandonato. Se mi dici di chiudere io chiudo, non metto in pericolo la salute dei miei clienti, ma non puoi, com'è successo, il venerdì sera non farmi sapere se posso comprare i formaggi e poi dirmi il sabato che siamo zona rossa”.

I suoi clienti lo hanno implorato di resistere,  presentandosi in questi giorni, in tanti, commossi davanti alla porta e pronti anche a fare delle collette.

“Ma ormai mi hanno ucciso la passione, se entravi qui prima del Covid io ti davo l'elenco di 365 giorni di serate belle, ora non so neanche se posso pagare la fattura al venditore mentre stappo una bottiglia. Così però non fa per me: io ti vendo l'emozione, non il pensiero della fattura, il mio guadagno”.

 “Grazie a chi c'è stato – ha scritto nel un post di addio su Facebook – a chi ha consigliato quel libro o quel fumetto, a chi si è emozionato con me al profumo di un tappo, alle gioie di un bimbo che ascolta delle letture, a chi ha riso e pianto con me, a chi ha scolato con me a notte fonda l'ultima bottiglia”.

Le ‘Nuvole in cantina' è stato acquistato da un imprenditore che ne farà una tigelleria.