Milano, chiusa indagine su ex sindaco di Opera: per lui nuove accuse

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Image from askanews web site
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Milano, 3 set. (askanews) - Non solo corruzione, frode nelle pubbliche forniture e gestione non autorizzata dei rifiuti. L'ex sindaco di Opera, Antonino Nucera, finito ai domiciliari nell'aprile scorso con l'accusa di aver sottratto 2.880 dpi e mascherine a farmacie e Rsa della zona per destinarli a parenti e amici, è indagato anche per truffa aggravata ai danni della P.A. E' quanto emerge dall'avviso di chiusura indagini notificato dai carabinieri ai 22 indagati nell'inchiesta "Feudum" condotta dai magistrati della Dda di Milano. Sotto accusa, oltre all'ex primo cittadino del comune a Sud del capoluogo lombardo, ci sono funzionari pubblici, imprenditori e cinque società.

La nuova accusa per l'ex sindaco è scattata sulla base di nuovi approfondimenti investigativi che hanno permesso di accertare come Nucera, nel corso del suo mandato, si fosse adoperato con artifizi e raggiri per continuare a ricevere lo stipendio come Dirigente Amministrativo di una scuola di Milano dove lavorava prima di essere eletto. Così, nonostante avesse richiesto ed ottenuto un lungo periodo di aspettativa non retribuita, ha ricevuto 59.000 euro, somma che equivale al danno erarariale che gli viene contestato.

Non solo: sempre quando era ancora sindaco, Nucera aveva anche ottenuto l'annullamento di due sanzioni al codice della strada per infrazioni commesse mentre era alla guida di un'auto intestata al Comune, grazie alla complicità di due ex comandanti pro tempore della Polizia Locale (entrambi indagati) che hanno falsamente attestato che, al momento delle infrazioni, il mezzo era utilizzato dal personale dipendente per indagini di polizia giudiziaria. È anche emerso come una delle imprese già indagate per corruzione e traffico di rifiuti, nell'eseguire i lavori stradali appaltati dai Comuni di Opera e San Zenone al Lambro, abbia abitualmente "scarificato" a profondità inferiori a quelle previste dai Computi metrici Estimativi. L'impresa, falsificando sistematicamente i Formulari di Identificazione Rifiuti (FIR) ha, inoltre, indebitamente riutilizzato parte del fresato d'asfalto prodotto (insieme ad altri rifiuti misti) per completare i lavori stradali sulla SP 412 nel Comune di Opera, conferendo ingenti quantità a tre imprenditori che lo riutilizzato nelle loro aziende agricole e poi sono stati denunciati per gestione di rifiuti non autorizzata.

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