Milano, a Citylife portico fotovoltaico al posto di quarta... -2-

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Milano, 15 nov. (askanews) - Il nuovo edificio, ha sottolineato l'amministratore delegato di Generali Real Estate Aldo Mazzocco, rappresenta da una parte il completamento del progetto di riconversione del quartiere e dall'altra il "prototipo-manifesto" degli edifici che la società intende realizzare nei prossimi anni in tutta Europa. "C'è qualcosa in questo progetto che è più vicina all'arte che alla tecnica" ha aggiunto riferendosi al lavoro dell'architetto danese, autore tra l'altro dell'inceneritore-pista da sci di Copenaghen. Mazzocco non teme che l'offerta di uffici in città possa superare la domanda: "C'è una forte richiesta di edifici di nuova generazione, non semplicemente certificati, che trattengano i talenti. Milano ha agganciato la globalizzazione, non vedo pericoli".

Citylife è un "magnifico" esempio "di rinnovamento urbano in Europa", ma anni fa "eravamo abbastanza spaventati" ha ammesso il presidente di Assicurazioni Generali, Gabriele Galateri di Genola. "Mi ricordava la storia di Canary Wharf", sviluppo immobiliare londinese cominciato da un operatore e finito da un altro. "Invece Generali ci ha creduto e oggi siamo qui", in mezzo a un quartiere che "è una cosa straordinaria, non solo per la sua bellezza, ma anche per tutto quello che c'è dentro. Ci siamo trasferiti al suo interno anche noi, con quasi 3.000 persone, rispettando i tempi. Un'altra prova delle capacità del nostro gruppo non solo di immaginare il futuro ma anche di realizzarlo" ha aggiunto.

Quanto alle nuove residenze, da realizzare il 24 mesi a partire da gennaio 2020, l'amministratore delegato di Citylife, Armando Borghi, ha detto che la società "ne ha bisogno" perché è rimasta con "solo sei appartamenti vuoti". Sono progettate da Hadid (via Senofonte) e Libeskind (via Spinola). Si affacciano da una parte su piazza Giulio Cesare e dall'altra sul parco interno al quartiere.