Milano, Comune impiega 11 giorni per rispondere a istanza cittadino

Red-Asa

Milano, 4 dic. (askanews) - Nel primo semestre del 2019 il Comune di Milano ha impiegato 11 giorni, anziché i 30 messi a disposizione dalla legge, per rispondere a una istanza posta dai cittadini. Lo riferisce la stessa amministrazione in relazione alle domande da evadere attraverso l'accesso civico generalizzato (o accesso Foia), lo strumento che consente a chiunque di richiedere dati e documenti ulteriori rispetto a quelli che le amministrazioni sono obbligate a pubblicare. Il risultato è di cinque giorni in meno rispetto alla performance del 2018 (16 giorni), sette in meno rispetto a quella del 2017 (18 giorni). Con il 91% di richieste accolte nel primo semestre del 2019, l'80% nel 2018 e l'81% nel 2017.

Se ne è parlato questa mattina nella Sala Congressi di Palazzo Reale nel corso della Giornata di sensibilizzazione alla trasparenza organizzata dall'Assessorato alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open Data e dalla Segreteria Generale del Comune culminata con la presentazione di "Semplice Pa", il motore sviluppato dall'Assessorato alla Trasformazione digitale e Servizi Civici per la ricerca avanzata e diretta all'interno dell'archivio deliberazioni. Hanno partecipato l'assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data, Lorenzo Lipparini e il Segretario Generale, Fabrizio Dall'Acqua.

"Il Comune offre strumenti sempre più avanzati a cittadini, aziende e dipendenti pubblici - ha commentato in una nota l'assessore Lipparini - per la ricerca, la consultazione e l'ottenimento di dati e informazioni su tutte le proprie attività. In un triennio sono stati oltre 12 mila gli accessi agli atti cui abbiamo risposto e oltre 3 milioni all'anno le richieste e i messaggi che vengono gestiti. Con il nuovo motore di ricerca documentale e con specifici progetti di visualizzazione dei nostri dati aperti, come i grafici di open bilancio che consentono di visualizzare l'andamento di entrate e spese, consentiamo oggi a tutti di accedere ancora più facilmente al nostro patrimonio informativo, anche senza specifiche competenze".