Milano dal 2010 al 2020: com’è cambiata la città nel decennio

MIlano decennio 2010

Con il 2020 si chiude il decennio che, iniziato nel 2010, ha portato alla città di Milano non solo una nuova amministrazione ma anche successi e cambiamenti.

Milano nel decennio dal 2010 al 2020

Nonostante sembrasse difficile con una regione da anni amministrata dal centrodestra e idem il suo capoluogo, nel 2011 Giuliano Pisapia è riuscito a conquistare il trono da sindaco di Milano e a succedere a Letizia Moratti, ultimo primo cittadino della fazione opposta al centrosinistra. Diversi i passi avanti fatti durante il suo mandato, a partire da quelli legati alla sostenibilità e alle unioni civili.

E’ stato lui infatti a introdurre l‘area C con l’obiettivo di ridurre il traffico e l’inquinamento della città e favorire il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile. Sempre lui è poi riuscito a mediare tra le richieste dei cattolici e dei laici facendo istituire il registro delle unioni civili del capoluogo lombardo, sia per coppie omosessuali che per eterosessuali.

A lui è poi succeduto Beppe Sala. Nonostante la cesura politica, i due soggetti che si sono alternati sono comunque stati in grado di garantire la continuità istituzionale. Nessuno ha per esempio pensato di interrompere l’avventura di Expo fortissimamente voluta dalla Moratti, cosa che ha permesso a Milano di attrarre migliaia di visitatori e spiccare un volo che non si è ancora concluso. In questo il ruolo Sala è stato fondamentale. Prima infatti ha realizzato l’evento e poi ha messo a frutto quanto guadagnato.

Oltre all’amministrazione, ad essere cambiata è anche la fisionomia dell’intera città. Dal palazzo Unicredit che con i suoi 231 metri è il grattacielo più alto d’Italia al Bosco verticale di Isola, Milano ha iniziato ad attirare ancora più investimenti. Senza contare CityLife, la parte più nuova della città.

Dunque un decennio ricco di successi, che ha portato decine di multinazionali, studenti stranieri e investitori a recarsi in quello che viene definito “place to be” e che può solo proseguire in questa direzione.