Milano, entro febbraio bando per 2 aree destinate e luoghi di culto

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Image from askanews web site
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Milano, 27 gen. (askanews) - Palazzo Marino pubblicherà entro febbraio un bando per assegnare per 30 anni due aree comunali destinate a nuovi luoghi di culto. Si tratta degli ex bagni pubblici di via Esterle, traversa di via Padova, e di un'area verde in via Marignano, al confine con San Donato. È la tappa di un percorso, avviato nell'ottobre del 2019, con l'approvazione da parte del Consiglio Comunale del Piano di Governo del Territorio, seguito da una delibera di Giunta dello scorso dicembre che contiene le linee guida per la concessione del diritto di superficie per le aree. Il bando sarà rivolto ad associazioni e comunità religiose, singolarmente o in forma di raggruppamento temporaneo.

Il percorso in realtà è cominciato nel 2014, con una prima aggiudicazione di entrambe le aree a centri islamici. Poi i ricorsi e una legge regionale bloccarono tutto. Questa volta la mappa delle aree è integrata al Pgt, attraverso il Par, cioè il Piano per le attrezzature religiose. "Abbiamo ottemperato a quanto previsto dalle norme anche dal punto di vista urbanistico urbanistico" ha detto davanti alla Commissione comunale l'assessore alla Rigenerazione Urbana, Giancarlo Tancredi. La pubblicazione del bando, ha aggiunto la vicesindaco Anna Scavuzzo, sarà seguita da un webinar per spiegare l'avviso pubblico.

La gara prevede che gli aspiranti assegnatari versino al Comune una cifra che parte da una base di 480.000 euro per via Esterle e di 394.000 per via Marignano. Il tema economico, ha però sottolineato Scavuzzo, "non deve essere una discriminante per l'esercizio del culto. Tutti devono poter pregare, rispettando gli impegni presi. Per questo abbiamo cercato un punto di equilibrio tra la necessità di evitare di svendere il patrimonio pubblico" e quella di mettere nelle condizioni di accedere al percorso di selezione anche chi non dispone di "una copertura economica significativa".

"Abbiamo scelto - ha proseguito la vicesindaco - di fare un bando leggero, ma di sostanza. La commissione valuterà sulla base di criteri semplici e oggettivi, non di tipo architettonico, tra cui l'avere o meno alle spalle comunità conosciute in contesti ampi e riconoscibili". Le opposizioni sono già sul piede di guerra. Il leghista Samuele Piscina, ad esempio, ha evidenziato che in fondo a via Padova c'è già una moschea e se ne nascesse un'altra ci sarebbe il rischio di creare un ghetto. "Si può e si deve invece mischiare le culture per fare integrazione, se no peggioriamo una situazione che è già una polveriera". Un concetto ribadito anche dalla compagna di partito Silvia Sardone e da Fdi.

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