Milano, fermato giro di corruzione all’obitorio del Sacco

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Milano, 30 set. (askanews) - Sono state emesse dal gip del tribunale di Milano Stefania Donadeo tre misure cautelari per la sospensione dall'esercizio di un operatore obitoriale dell'Asst Fatebenefratelli Sacco e del divieto di esercitare l'attività di impresario funebre per due dipendenti di onoranze di Milano e Baranzate. Dalle indagini condotte dalla Locale è emerso che l'operatore della camera mortuaria consultava di continuo il registro defunti ed effettuava un vero e proprio smistamento delle salme, sulla base di una infondata competenza territoriale. Tutto avveniva con la collaborazione degli addetti delle agenzie funebri, che pagavano per la sua intermediazione.

Le indagini sono partite da quattro esposti, di cui uno della stessa direzione generale dell'Asst Fatebenefratelli Sacco, presentati alla Polizia locale e trasmessi agli uffici della Procura della Repubblica.

Negli esposti si denunciavano atteggiamenti confidenziali tra impresari delle onoranze funebri e operatori obitoriali, i quali non solo consentivano agli impresari stessi l'accesso alla camera mortuaria senza che vi fosse richiesta dei parenti del defunto (come previsto dal Regolamento aziendale), ma consegnavano loro anche la documentazione relativa ai decessi e ricevevano in cambio denaro. Le conversazioni intercettate a partire da febbraio 2021 si sono rivelate indicative di una diffusa pratica corruttiva. In particolare P.N.L.C., operatore obitoriale incaricato di pubblico servizio (57 anni).

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