Milano: fonti, ex capo ultrà Inter intercettato in inchiesta su business biglietti

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Milano, 31 ott. (Adnkronos) – Il nome di Vincenzo Boiocchi, ex capo ultrà della curva Nord dell'Inter, compare anche in un'inchiesta della procura di Milano su cui non è stato ancora messo un punto: un'indagine che vede al centro la compravendita dei biglietti e l'ipotesi, solo ventilata, di possibili ricatti alla società nerazzurra. Supposizioni, congetture che non hanno portato a misure concrete, che trovano riscontro – sempre da quanto si apprende da fonti investigative – in diverse intercettazioni ambientali in cui il nome del 69enne, ucciso sotto casa sabato sera, compare e viene pronunciato.

L'inchiesta, non ancora archiviata, si 'ferma' a metà del 2020 quando, a causa del Covid, gli stadi vengono chiusi e il presunto business dei biglietti si interrompe. Ora quel materiale investigativo, raccolto in alcuni faldoni, potrebbero tornare utile alla squadra Mobile che cerca di dare un volto alle due persone che, intorno alle 19.50, prima dell’inizio della partita tra Inter e Sampdoria, hanno fatto fuoco contro Boiocchi. La vittima non era lontana da San Siro prima di essere uccisa con due colpi di pistola calibro 9×21, violando quella sorveglianza speciale che gli impediva di avvicinarsi allo stadio.

Ma non è solo il mondo della curva a essere scandagliato dagli investigatori. Traffico internazionale di stupefacenti, associazione a delinquere, porto e detenzione illegale di armi, estorsione sono alcuni dei reati per cui Boiocchi è finito dietro le sbarre. Carcere in cui ha trascorso 26 anni e 3 mesi della sua vita, l'ultima volta c'era entrato nel marzo 2021: era stato fermato dalla polizia a bordo di un'auto rubata con una pistola senza matricola con caricatore e cartucce, uno storditore elettrico, un coltello da cucina, due manette in acciaio e finte pettorine della Guardia di finanza. Dalle indagini si scopre che era stato incaricato di una maxi estorsione da due milioni di euro nei confronti di un imprenditore milanese. Dalle testimonianze alle telecamere, da sabato gli uomini della squadra Mobile guidata da Marco Calì non tralasciano nessun movente per dare un volto ai killer.