Milano, importavano droga con i cani: 75 arresti e 112 denunce

Milano, 19 mar. (LaPresse) - Importavano cocaina dal Messico grazie a cani di grossa taglia. Nascondevano la droga negli animali praticando operazioni chirugiche e quando i cani arrivavano in Italia li uccidevano per estrarla. La polizia ha eseguito 75 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 57 maggiorenni e 18 minorenni, tutti di originari dell'America Latina, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di stupefacenti e detenzione di armi. Nello stesso contesto sono stati deunciati in stato di libertà 112 altri soggetti, rispettivamente 98 maggiorenni e 14 minori.

La droga prima di essere collocata nel ventre dei cani veniva avvolta in un cellophane, poi nella carta carbone per essere impenetrabile ai raggi X dopodiché ancora nel cellophane e in uno scotch di vinile nero, ancor più resistente ai raggi X. L'involucro era così pronto per essere inserito nei cani di grossa taglia tipo San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux , Mastino Napoletano e Labrador.

Una delle persone per le quali è scattato il mandato di arresto è stata localizzata in Spagna: a suo carico è stato emesso mandato di arresto europeo, è ricercata sul territorio di Barcellona. Contestualmente sono state eseguite sul territorio di Milano e provincia nonché nelle province di Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Piacenza, Novara, Roma e Varese numerose perquisizioni domiciliari a carico di soggetti orbitanti nell'ambito delle organizzazioni criminali oggetto d'indagine dove è stato sequestrato materiale di interesse investigativo.

L'indagine, eseguita dal commissariato Mecenate, vede coinvolti numerosi gruppi di giovani di origine sudamericana riconducibili al fenomeno delle cosidette 'pandillas' di ispirazione latinoamericana, ed è la naturale prosecuzione di una prima attività conclusa con l'emissione di 30 ordinanze di custodia cautelare eseguite il 7 febbraio 2012, a carico di altrettanti soggetti ritenuti gravemente indiziati di tentati omicidi, rapine ed estorsioni. La successiva e complessa attività svolta dagli investigatori del commissariato Mecenate, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha permesso di accertare che alcune delle 'pandillas' operanti sul territorio milanese sono organizzate alla stregua di vere e proprie associazioni per delinquere, gerarchicamente orientate, finalizzate alla commissione di un numero indeterminato di reati.

E' stata per la prima volta dimostrata l'esistenza del vincolo associativo all'interno delle cosidette pandillas evidenziando che, nell'ottica di queste organizzazioni criminali, i singoli reati commessi rientrano in un più ampio programma criminoso e sono funzionali sia alla conquista del territorio, che passa attraverso l'eliminazione fisica di appartanenti alle bande rivali, sia al reperimento delle risorse economiche necessarie per la vita e l'espansione dell'associazione stessa.

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