Milano, la Collezione Mattioli entra al Museo del Novecento

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Milano, 28 ott. (askanews) – Ventisei capolavori, che vanno da Boccioni a Balla, da Severini a Morandi, da Sironi a Modigliani e che consentono al Museo del Novecento di Milano di presentare al pubblico la più importante raccolta museale al mondo di opere del Futurismo. La Collezione Mattioli entra ufficialmente nelle sale affacciate su Piazza Duomo e amplia ulteriormente l’offerta della città, come ha ricordato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. “Finalmente – ha detto in conferenza stampa – tra la cattedrale, il Museo del Novecento e Palazzo Reale questo sarà un polo straordinario di visita che si offre ai visitatori e a chi sarà ospite della nostra città con tutta la sua forza e il suo fascino”.

Oltre al valore della Collezione Mattioli e alla sua capacità di integrarsi con quanto già il Museo del Novecento possedeva, come la straordinaria scultura di Umberto Boccioni “Forme Uniche nella Continuità dello Spazio”, c’è poi il fatto che questo riallestimento dà inizio a un progetto più ampio, ricordato anche da Gianfranco Maraniello, direttore del Polo museale Moderno e Contemporaneo di Milano. “Questo – ha spiegato – per me e per tutto il nostro team il primo atto concreto della visione di quello che sarà il nuovo Museo del Novecento”.

Un museo che raddoppierà i propri spazi con il Secondo Arengario e che, come la relazione con la Collezione Matteoli dimostra, vivrà di un fortissimo rapporto con i privati e le loro donazioni. “È una storia milanese – ha concluso Tommaso Sacchi – questo nuovo allestimento racconta l’intuizione, la passione la dedizione di grandi collezionisti della nostra città”.

E racconta anche di una stagione artistica e culturale, quella futurista, che Milano ha saputo accogliere all’epoca e successivamente riconsiderare e rivalutare al meglio.