Milano, massacra di botte 30enne perché esce con la ex del figlio

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 25 mar. (askanews) - Un pregiudicato di 45 anni e suo figlio di 20 sono in carcere a San Vittore con l'accusa di tentato omicidio, per aver massacrato di botte uno studente 30enne "reo" di aveva cenato con l'ex fidanzata del 20enne, insieme con un altra coppia di amici. L'aggressione, violentissima, è avvenuta intorno all'1 del mattino di lunedì scorso in un appartamento di piazza Bruzzano a Milano di proprietà di un loro amico, e meno di tre ore dopo la vittima è stata operata d'urgenza all'ospedale Niguarda per la frattura della calotta cranica. Ieri ha lasciato la terapia intensiva ma le sue condizioni rimangono gravi e la prognosi riservata.

Secondo quanto riferito dalla polizia, che nella mattinata di lunedì ha eseguito il fermo poi convalidato dal gip che ha disposto la custodia cautelare in carcere dei due, quando il 20enne ha saputo della cena da una foto della serata postata sui social, ha iniziato a tempestare di messaggi con insulti e minacce il suo conoscente 30enne e qualche ora più tardi, quando le due ragazze ospiti erano già tornate a casa loro, il giovane si è presentato insieme con il padre nell'abitazione dell'amico, dove il 30enne si era fermato a dormire. Sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima ha aperto la porta dell'appartamento che i due stavano praticamente sfondando gridando insulti e improperi, ed è stato immediatamente travolto da una scarica di botte: prima i colpi, violentissimi, sferrati del padre a mani nude, e poi quelli del ventenne. Concluso il raid, il ragazzo dolorante è andato a letto ma poco dopo ha iniziato a sentirsi male e ha svegliato l'amico che di fronte al rapido peggioramento delle sue condizioni si è convinto a chiamare l'ambulanza. Il 30enne è giunto al nosocomio in codice verde, diventato in breve rosso per un ematoma al cervello che ha costretto i medici ad un intervento immediato. E' proprio l'ospedale alle 4.40 ad avvertire la questura del tipo di lesioni e della loro gravità, facendo scattare un'indagine lampo.

Ascoltato l'amico, gli agenti delle Volanti si sono presenti nell'abitazione di via Padre Luigi Monti in zona Niguarda per prelevare il pregiudicato e suo figlio, che qualche ora dopo sono finiti in carcere dopo aver ammesso "di avergli voluto dare una lezione". Un "lezione" che solo l'intervento dell'amico della vittima ha permesso che non si trasformasse in un omicidio.