"Milano non si lega", migliaia di Sardine in Duomo

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La pioggia non spaventa le Sardine. Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione milanese che è arrivata fino a piazza Duomo. "Le Sardine nell'acqua sono nel loro elemento", sottolineano gli organizzatori, che ribadiscono l'invito a non esporre bandiere di partito. 'Milano non si lega', 'Siamo tutti antifascisti', 'Chi non salta un fascista è', sono gli slogan scanditi dalle migliaia di persone che hanno preso parte all'iniziativa.  

Nella grande distesa di ombrelli spuntano cartelli e disegni per riprodurre i pesci, diventati il simbolo di questo movimento di opposizione. Il coro di 'Bella ciao', intonato da tutta la piazza, si alterna a insulti ritmati indirizzati a Matteo Salvini e ad altri slogan come 'Ora e sempre resistenza' e 'Siamo tutti antifascisti'.  

"Questa sera è andato tutto bene, non abbiamo avuto problemi e la piazza ha rispettato le richieste di non portare cartelli aggressivi né di accettare provocazioni" scrivono su Facebook gli organizzatori della manifestazione delle Sardine a Milano. "Un grazie alle forze dell'ordine, dalla Digos alla polizia locale, alla polizia e al personale della Questura, il dispiegamento di forze è stato importante, ma anche l'obiettivo raggiunto". 

 

AVELLINO - Le Sardine d'Irpinia scendono in piazza e si uniscono alle altre di tutta Italia. Oltre mille persone a piazza Garibaldi, nel centro di Avellino (Video), per dire no alle politiche d'odio, al razzismo, ma anche contro la vecchia politica irpina e la camorra, fenomeno ritornato alla ribalta con le ultime inchieste della Dda di Napoli, come ricorda uno dei portavoce, Claudio Petrozzelli. Non è mancata 'Bella Ciao', cantata dalla piazza, a cui ha fatto seguito l'inno di Mameli cantato a squarciagola perché "è troppo bello per lasciarlo a loro, riappropriamocene", grida Mariachiara Nazzaro. 

BENEVENTO - Sono circa trecento le Sardine sannite che si sono date appuntamento domenica pomeriggio in piazza Federico Torre. Sulle note di 'Bella Ciao' ragazzi, bambini e anziani hanno voluto dire "no alla retorica dell'odio" che "non può averla vinta su questa piazza". A dichiararlo sono Ugo Fornirossi e Gaia Russo, due dei giovani che si sono impegnati per l'organizzazione del flash mob. "La piazza - tengono a precisare con l'Adnkronos - questa piazza, è di tutti, siamo tutti protagonisti, chiunque vuol dire qualcosa può farlo. Il pensiero è come l'oceano non può essere arginato".  

A turno le persone prendono la parola. "Alle Europee ho pianto - dice al microfono Emanuele - nel mio paese la Lega è risultato il primo partito. Non è possibile. Ma vi ricordate cosa è la Lega? Vi volete svegliare o no?". "Io sono qui non per me, ma per mio nipote", aggiunge Alfonso, un'altra 'sardina'. "La nostra è una Repubblica che si fonda sull'antifascismo - tuona Francesco - 'Bella ciao' non è un canto radical chic, è il canto della nostra liberazione. Qualcuno vorrebbe riportare indietro l'Italia, ma noi non lo permetteremo mai. Il nostro è un movimento che nasce dal basso, apartitico, per dire alla gente che è ora di svegliarsi". 

LEADER SARDINE, MATTIA SANTORI - ''L'assenza di simboli e bandiere ha reso possibile un'unione che negli ultimi anni non era possibile, si sono riunite tante persone con storie diverse a lanciare un messaggio molto chiaro: è ora di cambiare linguaggio politico, non si può fare della diversità o del pensiero opposto un nemico a tutti i costi''. Così Mattia Santori delle 'Sardine' a Che tempo che fa su Rai2. ''È stato bello riscoprire una fetta di popolazione a cui molta gente non aveva parlato, si è pensato tanto alla pancia e pochissimo al cervello, quindi quando è arrivato un messaggio che scatenava un pensiero più complesso tanta gente si è esposta''. ''Abbiamo ragionato sul contatto tra il virtuale e il reale e abbiamo deciso di combattere la bestia del populismo portando dei corpi fisici, perché il corpo fisico in una piazza non è manipolabile, mentre tutto il pensiero, il consenso, il sondaggio, è manipolabile, noi abbiamo deciso di fare una guerra dei numeri che non è manipolabile. Una foto con tante persone -ha aggiunto- è un messaggio potente che non ha bisogno di filtri''. ''C'è un grande rispetto della nostra autonomia da parte dei grandi partiti di sinistra, del Movimento 5 Stelle, così come non c'è assolutamente rispetto dall'altra parte politica, ma è importante pensare al fatto che c'è comunque una sinistra, c'è un popolo che partecipa e torna nelle piazze ad avvicinarsi alla politica. Ci temono di più a destra, a sinistra facciamo riflettere'', ha concluso.