A Milano oggi ultradestra ricorda Ramelli, gli antifascisti Amoroso

Image from askanews web site
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Milano, 29 apr. (askanews) - Sfilerà dalle 19 da piazzale Gorini a via Paladini a Milano, la galassia neofascista che questa sera ricorderà l'omicidio di Sergio Ramelli, il 19enne militante del Fronte della Gioventù che morì il 29 aprile 1975, 47 giorni dopo essere stato aggredito a colpi di chiave inglese da un commando di Avanguardia operaia. La questura di Milano ha dato il via libera nei giorni scorsi, riducendo il percorso (che storicamente partiva da piazzale Susa) e dando il divieto di marciare in modo militare e di esibire simboli nazifascisti. Se rispetto al percorso non ci dovrebbero essere problemi, è difficile che stasera i gruppi della destra "non conforme" (a cui si uniscono diversi esponenti di FdI e Lega) rinuncino a sfilare "inquadrati", così come che vengano meno al lugubre rito collettivo del "presente" scandito dai saluti romani, davanti al murale dove il giovane studente dell'Itis Molinari fu massacrato. E' un fatto di tradizione, un'ostentazione della propria presenza e uno sfoggio di forza, nell'unica manifestazione milanese che unisce e non divide i tanti rivoli dell'ultradestra italiana che ogni 29 aprile ricordano anche il missino Enrico Pedenovi e il fascista Carlo Borsani.

Lo prevedono tutti, i camerati (che dovrebbero superare di poco il migliaio, provenienti da mezza Italia), la questura che ha organizzato un dispositivo imponente e che con la Scientifica filmerà ogni passaggio della commemorazione, e gli antifascisti che si sono dati appuntamento dalle 18.30 nella (non distantissima) piazzale Dateo per ricordare Gaetano Amoroso (studente lavoratore comunista ucciso da un commando neofascista il 27 aprile 1976) e, naturalmente, protestare contro la "parata nera". A nulla, una volta di più, sono infatti servite le richieste alle autorità di vietarla giunte come ogni anno dall'Anpi, dai partiti, dalle associazioni e dai movimenti della sinistra radicale.

Nel 2019, prima dei divieti per il Covid, quando ai neofascisti era stato impedito di sfilare lungo le strade di Città Studi in favore di un presidio statico, polizia e carabinieri avevano dovuto effettuare due cariche in viale Romagna, scontri che portarono poi ad una pioggia di denunce.

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