Milano, a Palazzo Lombardia mostra di presepi etnici dei missionari

Red
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Milano, 18 dic. (askanews) - Alcuni tra i più curiosi presepi etnici collezionati dai Frati Cappuccini Missionari, già oggetto di una mostra allestita nel 2018 presso il loro Convento di piazzale Cimitero Maggiore 5, sono esposti in questi giorni lungo le vetrate degli ingressi di Palazzo Lombardia, sede della Regione. Le natività sono state scelte per portare lo spirito natalizio e un messaggio universale di pace e fraternità nel cuore di Milano. Al trentacinquesimo piano del grattacielo, là dove hanno sede gli uffici del presidente, è stato inoltre allestito un presepe tradizionale dagli stessi Cappuccini.

Dal Messico arriva una composizione di nove personaggi in argilla che vestono i colori e gli abiti tipici del Paese di provenienza. È invece originario dell'Altipiano del Lago Titicaca, il presepe, realizzato sempre in argilla, di sette figure che rimandano agli usi e costumi dei territori andini tra Perù e Bolivia. La culla di Gesù bambino è una totora, la barca fatta col bambù che cresce rigoglioso in questo lago; San Giuseppe ha in mano la sanpoña, strumento a fiato. Al posto del bue e dell'asino, ci sono l'alpaca e l'ardilla (una sorta di castoro), animali tipici della regione.

Dal Medio Oriente arrivano cinque personaggi in resina, latta e stoffa. Gli abiti sono ricchi, con gioielli, decorazioni in oro e fiori. Dalle Filippine, infine giungono sei pezzi in carta, legno e paglia, realizzati con fogli di giornale arrotolato. Non manca l'Italia, dove è nata la tradizione stessa del Presepe, inaugurata da San Francesco nel 1223, a Greccio, nel Lazio, dove il Poverello di Assisi si trovava a predicare. La Sacra Famiglia presenta i vari personaggi in terracotta. Le figure sono stilizzate e l'abbraccio di San Giuseppe alla Madonna e a Gesù vuole evocare il senso di protezione per tutta l'umanità. Il presepio tradizionale è invece in cartapesta e legno, è ambientato in un classico paesino lombardo con le storiche cascine a fare da quinta alla Natività.

"Anche in questo periodo così complesso e difficile - commenta il direttore del Centro Missionario di piazzale Cimitero Maggiore, padre Marino Pacchioni - non può mancare di risuonare il messaggio del Natale per tutti gli uomini. Pur nei momenti peggiori della storia, come ci ha ricordato il Papa, niente ha mai potuto offuscare la luce del Natale e il suo messaggio di speranza e di gioia. Il presepe è un piccolo segno che ci richiama quei valori universali di pace, amore, serenità, solidarietà e condivisione che il Natale suggerisce e che tutti gli uomini, di ogni cultura, possono cogliere e vivere".