Milano Parco Sud, Coldiretti: sindaci dimenticano agricoltori

Red
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Milano, 12 feb. (askanews) - "Ancora una volta un Parco che per definizione è 'Agricolo' non tiene in minimo conto la posizione degli agricoltori. Dopo il Comitato tecnico e il Consiglio direttivo, con il voto di oggi anche l'Assemblea dei sindaci del Parco agricolo sud Milano ha disatteso le richieste della grande maggioranza del mondo agricolo milanese contro un'iniziativa calata dall'alto, che porterà ulteriori vincoli all'attività agricola". Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, commenta così l'approvazione da parte dell'Assemblea dei sindaci del Parco Agricolo Sud Milano della proposta di perimetro e del documento di indirizzo per l'istituzione del Parco Naturale su circa 9 mila ettari di territorio.

"I sindaci hanno risposto agli ordini di scuderia, dimenticando gli agricoltori, a cominciare da quel migliaio di imprenditori del territorio - ricorda Alessandro Rota - che nelle scorse settimane hanno sottoscritto una petizione per chiedere di fermare un percorso che avrà come effetto quello di introdurre nuova burocrazia oltre a esporre le aziende agricole ad ulteriori limitazioni e aggravi normativi. Quelle mille firme non hanno evidentemente suggerito nemmeno un supplemento di indagini ai sindaci che oggi, con una fretta inconcepibile, hanno liquidato nello spazio di poche ore le perplessità di chi ha sempre protetto e valorizzato il territorio metropolitano. Senza agricoltura non ci sarebbe Parco Agricolo".

"Dove sono finiti democrazia e diritti? Questa non è la Milano che vogliamo - sottolinea il Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza -. Siamo e saremo sempre disponibili al confronto. La nostra agricoltura produce cibo sano e di qualità; per noi tutela delle risorse idriche, biodiversità e ambiente sono temi imprescindibili. Non a caso siamo l'agricoltura più green d'Europa e abbiamo il primato della sicurezza alimentare mondiale. Forse ad essere in ritardo sui tempi - conclude Alessandro Rota - è certa politica che pensa adesso a un dicastero della Transizione ecologica quando invece il tema della sostenibilità dovrebbe essere il minimo comun denominatore di tutti i ministeri e patrimonio di ciascuno, come lo è dell'agricoltura nel Milanese".