Milano, partite 420 lettere di sospensione per operatori sanitari non vaccinati

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medici milano
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Milano, dei circa 3000 opertori sanitari ancora non vaccinati, per 420 ro sono scattate le lettere di sospensione: 120 medici e 300 infermieri al lavoro nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

Non solo Milano, ancora 1500 medici non vaccinati in Italia

Mentre si discute della terza dose per i più fragili e di estendere l’utilizzo del Green Pass ad altri ambiti oltre quelli già stabiliti, continuano ad esserci ancora operatori sanitari che non hanno ancora effettuato le vaccinazioni anti-covid.

In particolare per quanto riguarda i medici, come ha di recente affermato Filippo Anelli, Presidente della Federazione nazionale ordini dei medici (Fnomceo): ” Sono presumibilmente circa 1500, i medici non vaccinati: di questi, circa 1000 stanno ancora esercitando la professione, ovvero quasi il 70% sul totale dei non vaccinati”. Di questi, 500 sono stati sospesi.

Ovviamente occorre fare la premessa che non tutti sono quelli che vengono ormai definiti un po’ genericamente “no vax”. In alcuni casi infatti possono esserci ragioni di salute come alcune patologie che hanno bisogno di un’analisi appropriata da parte degli specialisti. Insomma, si decide caso per caso.

Milano, lettere di sospensione a medici e infermieri non vaccinati

Per quanto riguarda Milano, gli operatori sanitari sono ovviamente una minoranza come nel resto del paese ma i numeri non sono poi così trascurabili o insignificanti. Sono ancora tremila infatti gli operatori sanitari non vaccinati . Da quanto riporta il Corriere della Sera, per 420 di questi sono scattate le lettere di sospensione. In particoare, si tratterebbe di 120 medici e 300 infermieri operativi nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Poi via via la sospensione arriverà anche per gli altri operatori sanitari. Queste sospensioni vanno quindi ad aggiungersi alle altre 941 partite a fine luglio.

Milano, il problema della sostituzione dei medici di base

Il problema diventa più delicato quando le sospensioni riguardano i medici di base in quanto va ad aggravare la situazione già esistente della precedente difficoltà a sostituire un medico che lascia il servizio per motivi anagrafici o contingenti. Come accade in tutto il territorio nazionale infatti, “da alcuni anni sta andando in pensione la prima generazione di medici di medicina generale entrata in servizio con la riforma delle cure primarie varata dalla legge del 1978”. Lo ha spiegato in un’intervista al quotidiano “Il Giorno” il direttore generale di Ats Metropolitana Walter Bergamaschi, che ha quindi affrontato il possibile aggravemento del problema in caso di sospensioni a causa delle mancate vaccinazioni:

“È una situazione che teniamo particolarmente sotto controllo. I titolari ai quali è stata inviata la seconda raccomandata di sollecito sono circa 150 su 2.500 (duemila medici di base e 500 pediatri di libera scelta ), ma abbiamo notizia che molti si sono vaccinati fuori regione o si stanno vaccinando. Ci appelliamo alla responsabilità, professionale oltre che individuale, e lavoriamo per ridurre il numero di coloro per i quali, scaduti i termini, dovremo mandare la comunicazione all’Ordine: anche con solo qualche decina di sospensioni la situazione sarebbe critica. Auspichiamo di poterla gestire con gli strumenti abituali, ma se non fosse possibile dovremo pensare a misure straordinarie, soprattutto in alcune realtà territoriali”.

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