Milano: pm, ex compagna cella Reggiani ruba soldi e gioielli e fa 'guerra' a figlie Gucci

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Milano, 30 mag. (Adnkronos) – Loredana Canò, ex compagna di cella a San Vittore di Patrizia Reggiani – condannata come mandante dell'omicidio del marito Maurizio Gucci – è indagata dalla procura di Milano nell'inchiesta sulla circonvenzione di incapace della vedova dello stilista. Nell'atto di chiusura indagine, firmato dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dalla pm Michela Bordieri, emerge come la donna – con la complicità di Maurizio Giani avvocato ed esecutore testamentario (indagato) – sia riuscita a insinuarsi "in maniera inesorabile, al punto di condizionarne pienamente il residuo di volontà che la sua malattia le consentiva" nella vita della Reggiani e a mettere le mani sulla sua eredità materna.

Non solo vengono azzerati i pochi rapporti sociali della Reggiani, ma vengono ostacolati gli stessi rapporti familiari "impedendole di mantenere una normale relazione affettiva con le figlie. Tra l'altro, convince la Reggiani che era necessario far 'guerra' alle figlie, così sostenendola nella causa per l'ottenimento del vitalizio e potendone di fatto poi disporre". Nel frattempo "si appropria di gioielli appartenenti alla Reggiani" nascondendoli nella propria cassetta di sicurezza in banca. A fine 2017, secondo la procura, induce la Reggiani a nominare come proprio difensore Daniele Pizzi (indagato) nel procedimento per la richiesta della nomina di amministratore di sostegno, quindi il 20 febbraio 2019, induce lady Gucci a chiedere la sostituzione del proprio amministratore di sostegno sempre con lui. Nell'ottobre 2018, ancora prima della morte della madre Silvana Barbieri, Canò va a vivere con la sua vittima. "Li acquisisce il pieno controllo della gestione domestica, assumendo la direzione del personale di servizio", fino a "impedire alle figlie Alessandra e Allegra Gucci e alle amiche di far visita alla persona offesa", scrive le mail per conto suo, predispone dei copioni che la donna legge durante gli incontri con il giudice tutelare, si fa delegare a operare sui conti correnti.

Dal 12 giugno 2019, si fa assumere come assistente personale della Reggiani, con uno stipendio di 1600 circa al mese. Nello stesso periodo, insieme a Pizzi, fa assumere a Chiesa (Marco, il broker che gestiva i conti della Reggiani, anche lui indagato, ndr) la gestione del patrimonio della Reggiani e il 29 aprile 2020 la vittima firma una polizza vita con premio unico di 6,6 milioni di euro, e indica come beneficiari in caso di morte Loredana Canò al 34%, Maria Angela Stimoli al 33% e Marco Riva al 33% (prestanomi di alcune società che incassano i fondi dell'eredità, anche loro indagati, ndr.)". Sono diverse altre, nell'elenco riportato dalla procura, le cifre che riesce a farsi consegnare tenendo sempre lontano la Reggiani dalle sue figlie e dall'eredità materna. Un comportamento per cui ora rischia il processo.

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