Milano, smantellata banda di pusher attiva a Rogoredo: 10 arresti

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Image from askanews web site
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Milano, 9 giu. (askanews) - I poliziotti del commissariato Mecenate di Milano hanno arrestato dieci persone accusate di associazione a delinquere ai fini di spaccio, smantellando così una delle bande più attive fino al 2019 all'interno e intorno al cosiddetto "boschetto della droga" di Rogoredo, quartiere della periferia Sud-Est del capoluogo lombardo. Alla banda, nota in zona come quella dei "calabresi" (ma in realtà esclusivamente milanese), sono stati contestati una sessantina di capi d'imputazione in un'inchiesta che ha riguardato il periodo compreso tra dicembre 2018 e settembre 2019. I dieci sono cinque italiani, tre albanesi e due romeni e 7 sono finiti in carcere e tre ai domiciliari.

Secondo l'accusa, al vertice dell'organizzazione ci sarebbero stati due pregiudicati milanesi di 23 e 30 anni residenti in zona Corvetto. Il primo si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato arrestato il 5 febbraio scorso insieme con uno dei "suoi" spacciatori (un 24enne pregiudicato milanese di origine maghrebina), con l'accusa di aver rapinato nel luglio 2019 la filiale Bper di corso Lodi a Milano. I due avevano aspettato per 40 minuti l'apertura temporizzata della cassaforte ed erano poi fuggiti con 40mila euro che, secondo le indagini, avrebbero investito nell'acquisto di cocaina ed eroina da spacciare. Sostanze che i "tossici" sono soliti chiamare rispettivamente "la bella" e "la brutta".

Tra le persone finite in manette anche un 42enne pregiudicato albanese conosciuto dai tossicomani con il nomignolo di "Bialba - bilancia albanese" (divenuto poi il nome dell'indagine), a cui era affidata la "sicurezza" della piazza: l'uomo doveva controllare sia i clienti che gli spacciatori, oltre a segnalare eventuali interventi delle forze di polizia ed eventuali "sconfinamenti" di pusher rivali, in particolare quelli dell'allora potente clan marocchino dei Mansouri, poi spazzato via da altre inchieste. Nell'indagine risulta che sia il 42enne albanese che i pusher nordafricani venivano "stipendiati" con 100 euro al giorno e con lo stupefacente per uso personale.

Oltre ad un'area all'interno del boschetto, le "zone di competenza" dell'organizzazione erano l'ex cascina Palma e il tunnel sotto la Tangenziale in via Impastato. Zone oggi parzialmente restituite alla città, dato che l'attività degli spacciatori è oggi concentrata soprattutto nella zona di via Orwell.

I dieci arresti arrivano dopo una lunga serie di interventi condotti nella zona di Rogoredo soprattutto dai poliziotti del commissariato Mecenate (competente per territorio) negli ultimi tre anni con cadenza quasi quotidiana: controlli, pedinamenti, servizi di osservazione, intercettazioni, arresti, denunce, sequestri di droga e armi. Tasselli fondamentali per ricostruire l'organigramma dell'organizzazione e definire ruoli e rapporti di ognuno degli indagati.

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