A Milano sorveglianza speciale a un pericoloso pedofilo seriale

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 25 gen. (askanews) - A Milano, il tribunale di prevenzione, su proposta del questore Giuseppe Petronzi, ha disposto la sorveglianza speciale a un pedofilo milanese di 57 anni attualmente detenuto, con diverse condanne alle spalle per numerosissimi episodi di adescamento e violenza sessuale in danno di ragazzine tra i 6 e i 14 anni, oltre che per detenzione di materiale pedopornografico. Lo ha riferito la questura del capoluogo lombardo spiegando che l'uomo ha adescato almeno 41 ragazzine in diverse province (Milano, Gorizia, Viareggio, Firenze, Pistoia, Carrara e La Spezia), con la prima denuncia che risale al 1997 quando lavorava come bagnino nella piscina di un albergo in Liguria dove aveva abusato sessualmente di una bambina straniera.

Negli anni successivi l'uomo ha lavorato come insegnante di educazione fisica in alcune scuole elementari della Toscana dove aveva avvicinato, circuito e palpeggiato alcune sue alunne, cui mostrava anche video pornografici. Dopo essere stato condannato a 8 anni di reclusione e all'interdizione dall'insegnamento e dall'impiego presso qualsiasi tipo di struttura sportiva, è rimasto in carcere fino al 2005. Una volta libero, ha iniziato ad adescare bambine e ragazzine (almeno 24 quelle identificate) su Facebook, Instagram e più recentemente su TikTok, utilizzando falsi profili con cui si fingeva un adolescente, immagini di profilo di giovani cantanti, attori o famosi youtuber, e un linguaggio tipicamente adolescenziale. Dopo aver stabilito un rapporto di confidenza, l'uomo chiedeva foto e video pornografici e conversazioni telefoniche a sfondo sessuale. L'uomo ha inoltre condiviso i dati personali delle ragazzine con altri pedofili conosciuti in Rete, inviando loro i contatti, comprensivi di fotografie, età, provenienza geografica e numero di telefono. Di nuovo detenuto fino al 2009, uscito dal carcere si è ristabilito a Milano. Qui è riuscito a trovare lavoro come istruttore di pallavolo in alcuni centri sportivi dell'hinterland Sud-Ovest, "rendendosi ancora una volta autore di condotte adescatrici" per le quali è finito di nuovo in carcere.

Proprio per questa sua "radicata propensione a ledere l'integrità psico-fisica dei minorenni", all'uomo è stata comminata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di abituale residenza per tre anni. Nei suoi confronti sono state disposte le prescrizioni di mantenersi ad almeno 500 metri dai luoghi abitualmente frequentati da minorenni (asili, scuole, parchi giochi ed impianti sportivi) e di non comunicare con persone minorenni con nessun mezzo, inclusi i "social network".

"Si tratta di misure volte a monitorare attentamente la potenziale pericolosità del soggetto e la sua indole alla recidiva al fine di impedirgli di adescare altre vittime minorenni ignare di ciò che le aspetta" hanno spiegato i poliziotti della divisione anticrimine della questura di Milano spiegando che "l'uomo sarà attentamente monitorato e se dovesse anche solo avvicinarsi ad un qualsiasi luogo frequentato da minori o se sarà accertato un suo utilizzo dei social network o di altro mezzo per adescare minori verrà arrestato in flagranza e ritornerà in carcere". "Infine, per arginare ulteriormente il rischio di recidiva e rieducare il soggetto, è stata applicata la cosiddetta ingiunzione trattamentale - ha concluso la polizia di Milano - che consiste nell'offrire all'uomo la possibilità (da lui accettata) di sottoporsi ad un programma di recupero volto ad acquisire consapevolezza del disvalore sociale dei comportamenti tenuti ed evitare, una volta che le misure penali e di prevenzione siano cessate, che possa replicare la sua condotta devastante per la vita delle giovani vittime".