Milano, Terragni: inaugurazione M4 a rischio dopo stop lavori

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Milano, 24 mar. (askanews) - Le tre tratte della M4 previste in apertura nel 2022-2023 "potrebbero non subire ritardi", mentre l'inaugurazione della prima tratta Linate-Forlanini potrebbe slittare rispetto alla scadenza fissata a inizio 2021. E' quanto dichiarato ad Askanews da Fabio Terragni, presidente di M4, dopo la decisione di fermare i lavori "almeno fino al 30 marzo, ma probabilmente fino al 15 aprile", seguendo le indicazioni della delibera regionale che, a differenza del Dpcm, blocca anche i lavori infrastrutturali. "Il Dpcm ci avrebbe consentito di proseguire, solo che con la situazione di emergenza che c'è in Lombardia e per l'incertezza che ancora c'è sui testi, abbiamo deciso, con l'accordo di tutti, Comune, sindacati, imprese e concessionaria, di seguire le indicazioni della Regione", ha spiegato Terragni.

"Dobbiamo verificare se c'è la possibilità di recuperare quando saremo nelle condizioni di ripartire. Le ultime tratte previste in apertura potrebbero non subire ritardi, mentre vedo più difficile rispettare la scadenza per la prima tratta Linate-Forlanini Fs (fine gennaio 2021 ndr) dove i lavori sono in gran parte finiti, ma dobbiamo fare la messa a punto degli impianti e il collaudo dei treni. Quindi la parte sulla sicurezza, che è la più delicata: le prove hanno bisogno di tempi che sono difficili da comprimere", ha dichiarato Terragni. La seconda tratta della M4 Forlanini-Dateo dovrebbe aprire a fine giugno 2022, seguita dalla tratta Dateo-San Babila a fine dicembre 2022, mentre l'ultima tratta fino a San Cristoforo dovrebbe essere inaugurata per fine luglio 2023.

Per avere un quadro più chiaro bisognerà attendere la fine dell'emergenza e capire quanto ci vorrà per far ripartire i cantieri dal momento che i lavoratori, oggi in cigs, sono tornati in gran parte nelle regioni di origine. Alcuni già il fine settimana del 7/8 marzo, allarmati dalla bozza di dpcm che vietava gli spostamenti dalla Lombardia. Ad oggi però "non abbiamo registrato nessun caso di positività. Abbiamo avuto notizia di un positivo, ma di una ditta subappaltatrice. E comunque non veniva in cantiere da gennaio", ha spiegato Terragni.

Ad oggi sono rimasti al lavoro circa 70/80 lavoratori nei due campi base di Forlanini e Buccinasco, rispetto agli oltre 400 quando i cantieri funzionavano a pieno regime. "Siamo in contatto - ha affermato Terragni - con Prefettura e Comune per gestire il rientro a casa di quelli non necessari. Rimarranno circa una trentina di lavoratori per interventi in caso di emergenza", in uno dei due campi base, mentre l'altro sarà chiuso. Nei campi base vengono rispettate tutte le norme di sicurezza "la densità è molto bassa e ogni lavoratore ha la sua stanza", ha concluso Terragni.