Milano, via Clitumno 11: degrado e criminalità nel palazzo dell’orrore

Milano, via Clitumno 11: il palazzo dell'orrore

C’è una discarica a cielo aperto, occupazioni abusive, traffico di stupefacenti e l’impressione che qui, in via Clitumno 11, tutto possa crollare da un momento all’altro. In questo stabile ci raccontano che il degrado regna indisturbato da più di dieci anni. Siamo in un contesto urbano che tenta di riqualificarsi sotto l’acronimo del quartiere NOLO, letteralmente North of Loreto: di fatto però questa è terra di nessuno.

Via Clitumno 11: il palazzo dell’orrore

Oltre la metà degli appartamenti qui è occupato abusivamente, vere e proprie case pollaio, alcune improvvisate, senza porte e rattoppate con assi di legno, letti e altre rifiuti. Lungo le scalinate pericolanti e sorrette dalle impalcature si trova spazzatura di ogni tipo: le travi che sorreggono il tutto sono marcite sotto le condizioni atmosferiche e il rischio crollo è un pericolo consistente. Il certificato di stabilità dell’intero immobile non si trova e i residenti denunciano la volontà del vecchio amministratore di condominio di non presentare la documentazione agli enti di competenza: chi abita qui regolarmente si sente truffato perché chi avrebbe dovuto prevenire tutto ciò ha preferito la condanna di un Tribunale alla verità.

La situazione

Samuele Piscina, Presidente del Municipio 2 di Milano, ha confermato che verranno inviate le segnalazioni all’amministrazione locale e alle forze di sicurezza “La situazione è drammatica, il rischio crollo è evidente ed è una situazione pericolosa per chi abita in questa palazzina. Oltre alla situazione precaria dell’edificio c’è anche un problema igenico sanitario importante. Non dimentichiamo la presenza di occupanti abusivi e di criminalità, serve un intervento tempestivo”.

All’ultimo piano dei condomini di via Clitumno 11, quello che una volta era il solaio oggi è diventato l’abitazione di alcune persone, anche qui la spazzatura è disseminata lungo le scale insieme a elementi di mobilio abbandonati agli angoli. In molte zone l’aria è irrespirabile: ci sono resti di feci e tracce di urina. Dopo il nostro viaggio in questo “palazzo degli orrori” l’unica speranza rimasta è che un intervento possa mettere fine al dilagare della criminalità.