Milly Carlucci deve ringraziare il femminismo di suo padre. Ed è lei che lo dice

antonella piperno
Ha appena finito, e pure con un piede fratturato che le ha impedito di scatenarsi alla festa conclusiva, una fastosa 14esima edizione di “ Ballando con le stelle”, in termini di ascolti la migliore degli ultimi sei anni. Ma Milly Carlucci non si ferma, volando tra la nicchia di Rai5 dove dal 5 giugno conduce “ Il sogno del podio” raffinato talent in quattro puntate dedicato ai giovani direttori d'orchestra, e la sua Raiuno, dove il 22 giugno in seconda serata tornerà non nelle consueti vesti da conduttrice ma come una delle protagoniste della cerimonia del trentennale premio Bellisario, di cui è stata appena insignita insieme ad altre donne di valore come il premio Nobel per la pace Nadia Murad. “Per me la mela d'oro del premio Bellisario è un onore grandissimo” dice Carlucci all'AGI “in fondo io faccio intrattenimento, e trovarmi accanto a scienziate e donne Nobel che hanno lasciato il segno all'inizio mi ha anche spiazzato”. Però, analizza “noi donne impegnate nello spettacolo possiamo proporre agli occhi del pubblico un modello di donna diverso da quello che passa dalla pubblicità e dal web”. Qual è il modello femminile che lei propone in tv? “Il mio obiettivo è sempre stato quello di dimostrare alle telespettatrici che a patto di impegnarsi, non c'è niente di precluso, e che le scorciatoie non sono certo la strada giusta per inseguire i propri sogni. A mia figlia Angelica, oggi business woman nel settore immobiliare tra Londra e New York e mai attratta dalla mia carriera perché ha sempre vista la grande fatica che c'è dietro alla facciata glamour in onda in tv, capendo che per farlo deve proprio piacerti tanto come a me, ho sempre passato questo messaggio. E se invece di diventare una business woman sua figlia avesse per caso deciso, come Serena Rutelli, figlia di un'altra conduttrice famosa come Barbara Palombelli, di cimentarsi da concorrente in un Grande Fratello? “Se avesse avuto un sogno di quel genere non l'avrei ostacolata, non si può cambiare la testa a nessuno e in tutte le famiglie c'è chi la pensa in un modo e chi in un altro. Non giudico nessuno, la tv poi è lo specchio di tutto quello che compone l'Italia, bello e brutto che sia. A mia figlia ho semplicemente insegnato che non ci sono più cancelli chiusi per le donne e che se la sua ambizione era davvero quella di diventare una business woman, niente poteva fermarla”. Però in Italia c'è ancora bisogno delle quote rosa, in politica come nei consigli d'amministrazione… “Prima di far abituare l'Italia alla vera parità, alla scelta in base al merito e al valore, indipendentemente dal genere, serviva lo scossone emotivo delle quote rose. Ma io sono convinta che arriveremo presto a poterne fare a meno, rispetto a qualche decennio fa le conquiste femminili stanno correndo. Io e le mie sorelle Gabriella, e Anna (rispettivamente ex parlamentare e autrice tv ndr) siamo state fortunate in questo senso: abbiamo avuto un femminista in casa, mio padre: ci ha sempre detto che per diventare delle donne libere, dovevamo innanzitutto studiare, laurearci e trovarci un lavoro che ci rendesse indipendenti”. Che rapporto c'è tra le tre Carlucci? “Abbiamo sempre avuto un rapporto di grande solidarietà, che si è cementato da quando siamo rimaste senza genitori. Adesso con Anna, che lavora con me anche a “Ballando con le stelle”, come curatrice dei social, e con Maddalena De Panfilis e Andrea Quartarone, abbiamo scritto il talent show “Il sogno del podio” in onda il giovedì su Rai5 in prima serata fino al 27 giugno. Ha come protagonisti venti giovani direttori d'orchestra esordienti under 30 selezionati fra centinaia provenienti da ogni parte d'Europa, che lo scorso novembre hanno partecipato alle fasi finali del concorso biennale creato da Donatella Flick nel 1990 e patrocinato dal principe Carlo d'Inghilterra che si svolge alla Guildhall School of Music & Drama e al Barbican Centre di Londra. A valutarli, durante lo svolgimento delle puntate, una giuria internazionale composta da importanti direttori, nomi da far tremare i polsi, fra cui Antonio Pappano. Premio in palio: l'incarico, per un anno, di assistente direttore nella prestigiosa London Symphony Orchestra”. Dal ballo alla musica, dalla ribalta di Rai1 alla nicchia di Rai5, come le è venuta questa idea? “Nel concorso ufficiale, il pubblico ha potuto ammirare la bravura di questi ragazzi. L'idea del talent è quella di raccontare chi sono, le loro diverse storie, tra loro ci sono anche quattro donne, c'è chi viene da famiglie molto povere. Di questa nuova impresa, mi sta a cuore soprattutto poter puntare i riflettori su ragazzi con una vocazione, che credono nella meritocrazia. Mi piace mostrarli in Italia, per passare ai nostri ragazzi il messaggio che se studi e se ti prepari puoi lavorare ovunque, da Torino alla Norvegia. E poi io adoro la musica classica, ho studiato canto, ho sempre avuto una vicinanza a questo mondo”. Negli anni Ottanta è stata anche cantante… “Ma solo perché in quel momento era utile per la mia carriera. ho recitato anche al cinema e a teatro, ma la mia vocazione era un'altra: la scossa di adrenalina che ti dà la tv, la necessità di essere sempre concentrati al 200 per cento, non te la dà nessun altro mezzo. Mi piace troppo quello che faccio”. La sua carriera è cominciata grazie a Renzo Arbore, che la portò al suo “L'altra domenica”, come inviata. “Considero Renzo il mio pigmalione. Mi piace pensare che l'abbia portato verso di me il mio angelo custode. Facevo un programma su una tv privata, Gbr, lui lo vide per caso e mi volle con sé in Rai. All'inizio avevo pensato a uno scherzo”. Che rapporto avete oggi? “Ci sentiamo spesso, ma non c'è mai stato verso di portarlo a “Ballando con le stelle”, Non ci sono mai riuscita, quando ho provato a proporgli il “ballerino per una notte” lui mi ha risposto “Milly, ti prego, non mi far ballare…” e io ho un enorme rispetto per lui”. Ma alla fine qual è il segreto del successo di “Ballando con le stelle”, che nella prossima stagione arriverà alla quindicesima edizione? “La dedizione assoluta. “Ballando” me lo sono sempre coltivato e curato come fosse un bambino. Poi c'è il fatto che il ballo piace a tutti, è una forma d'arte popolare liberatoria e si può praticare a tutte le età. E conta anche l'accuratezza e il mix con cui scegliamo il cast, portando i concorrenti a impegnarsi in qualcosa che non hanno mai fatto. Credo che sia questo l'aspetto più interessante, un paradigma della vita vera, considerando che anche la gente comune deve misurarsi spesso con situazioni nuove, con relativa iniziale frustrazione”. Chi le piacerebbe invitare nella prossima edizione di Ballando, come ballerino per una notte? “Sogno di avere Michelle Obama, non tanto per il suo ruolo da ex first lady, ma per la potenza che esprime”. E Maria De Filippi, sua grande rivale del sabato sera su Canale 5? “Non c'è rivalità tra di noi, ma tra le reti, perché un punto di share in più vale parecchio in termini di soldi. Ci siamo scambiate anche dei messaggi di simpatia e resta in piedi l'ipotesi di averla come ospite. Magari l'anno prossimo si realizzerà, reti permettendo”. Ma una stakanovista e perfezionista come lei, cosa fa quando si concede un po' di riposo? “Vado al cinema, leggo, mi dedico insomma a cose che mi riempiono il cuore, come anche viaggiare, preferibilmente all'estero, dove non mi riconosce nessuno. Alla mia privacy ci tengo”. In effetti in tutti questi anni è riuscita miracolosamente a tenersi lontana dal gossip, è stata poco paparazzata, come ha fatto? “Lo dovevo a mio marito, (Angelo Donati, imprenditore nel campo dell'immobiliare ndr) che non c'entra niente con il mio lavoro, e ai miei figli Patrick e Angelica. Proteggere la mia famiglia è sempre stato prioritario per me e in fondo non è neanche tanto complicato, basta evitare ristoranti e luoghi di vacanza che pullulano di paparazzi”. Professionalmente adesso dove punta? “Alla nuova edizione di Ballando e a continuare a raccontare con il linguaggio pop la cultura e la bellezza. C'è la possibilità che dopo il passaggio su Rai5 “Il sogno del podio” venga trasmesso anche da Raitre, sensibile alle operazioni cultural-musicali”. Si parla anche della sua conduzione, il prossimo anno su Raiuno, di un programma ben più pop, trasposizione del format americano “Masked singer” in cui una serie di personaggi famosi cantano mascherati in modo da non poter essere riconosciuti… “Non c'è assolutamente niente di definito, è solo un progetto che Raiuno sta valutando”.

Ha appena finito, e pure con un piede fratturato che le ha impedito di scatenarsi alla festa conclusiva, una fastosa 14esima edizione di “

Ballando con le stelle”, in termini di ascolti la migliore degli ultimi sei anni. Ma

Milly Carlucci non si ferma, volando tra la nicchia di Rai5 dove dal 5 giugno conduce “

Il sogno del podio” raffinato talent in quattro puntate dedicato ai giovani direttori d'orchestra, e la sua Raiuno, dove il 22 giugno in seconda serata tornerà non nelle consueti vesti da conduttrice  ma come  una delle protagoniste della cerimonia del trentennale

premio Bellisario, di cui è stata appena insignita insieme ad altre donne di valore come il

premio Nobel per la pace Nadia Murad


 


“Per me la mela d'oro del premio Bellisario è un onore grandissimo” dice Carlucci all'AGI “in fondo io faccio intrattenimento, e trovarmi accanto a scienziate e donne Nobel che hanno lasciato il segno all'inizio mi ha anche spiazzato”. Però, analizza “noi donne impegnate nello spettacolo possiamo proporre agli occhi del pubblico un modello di donna diverso da quello che passa dalla pubblicità e dal web”. 


 


Qual è il modello femminile che lei propone in tv?


 


“Il mio obiettivo è sempre stato quello di dimostrare alle telespettatrici che a patto di impegnarsi, non c'è niente di precluso, e che le scorciatoie non sono certo la strada giusta per inseguire i propri sogni. A mia figlia Angelica,  oggi business woman nel settore immobiliare tra Londra e New York e mai attratta dalla mia carriera perché ha sempre vista la grande fatica che c'è dietro alla facciata glamour in onda in tv, capendo che per farlo deve proprio piacerti tanto come a me, ho sempre passato questo messaggio. 


 


E se invece di diventare una business woman sua figlia avesse  per caso deciso, come Serena Rutelli, figlia di un'altra conduttrice famosa come Barbara Palombelli, di cimentarsi da concorrente in un Grande Fratello? 


 


“Se avesse avuto un sogno di quel genere non l'avrei ostacolata, non si può cambiare la testa a nessuno e in tutte le famiglie c'è chi la pensa in un modo e chi in un altro. Non giudico nessuno, la tv poi è lo specchio di tutto quello che compone l'Italia, bello e brutto che sia. A mia figlia ho semplicemente insegnato che non ci sono più cancelli chiusi per le donne e che se la sua ambizione era davvero quella di diventare una business woman, niente poteva fermarla”. 


 


Però in Italia c'è ancora bisogno delle quote rosa, in politica come nei consigli d'amministrazione…


 


“Prima di far abituare l'Italia alla vera parità, alla scelta in base al merito e al valore, indipendentemente dal genere, serviva lo scossone emotivo delle quote rose. Ma io sono convinta che arriveremo presto a poterne fare a meno, rispetto a qualche decennio fa le conquiste femminili stanno correndo. Io e le mie sorelle Gabriella, e Anna (rispettivamente ex parlamentare e autrice tv ndr)  siamo state fortunate in questo senso: abbiamo avuto un femminista in casa, mio padre: ci ha sempre detto che per diventare delle donne libere, dovevamo innanzitutto studiare, laurearci e trovarci un lavoro che ci rendesse indipendenti”.  


 


Che rapporto c'è tra le tre Carlucci?


 


“Abbiamo sempre avuto un rapporto di grande solidarietà, che si è cementato da quando siamo rimaste senza genitori. Adesso con Anna, che lavora con me anche a “Ballando con le stelle”, come curatrice dei social, e con Maddalena De Panfilis e Andrea Quartarone, abbiamo scritto il talent show “Il sogno del podio” in onda il giovedì su Rai5 in prima serata fino al 27  giugno. Ha come protagonisti venti giovani direttori d'orchestra esordienti under 30 selezionati fra centinaia provenienti da ogni parte d'Europa, che lo scorso novembre hanno partecipato alle fasi finali del concorso biennale creato da Donatella Flick nel 1990 e patrocinato dal principe Carlo d'Inghilterra che si svolge alla Guildhall School of Music & Drama e al Barbican Centre di Londra. A valutarli, durante lo svolgimento delle puntate, una giuria internazionale composta da importanti direttori,  nomi da far tremare i polsi, fra cui Antonio Pappano. Premio in palio: l'incarico, per un anno, di assistente direttore nella  prestigiosa London Symphony Orchestra”. 


 


Dal ballo alla musica, dalla ribalta di Rai1 alla nicchia di Rai5, come le è venuta questa idea? 


 


“Nel concorso ufficiale, il pubblico ha potuto ammirare la bravura di questi ragazzi. L'idea del talent è quella di raccontare chi sono, le loro diverse storie, tra loro ci sono anche quattro donne, c'è chi viene da famiglie molto povere. Di questa nuova impresa, mi sta a cuore soprattutto poter puntare i riflettori su ragazzi con una vocazione, che credono nella meritocrazia. Mi piace mostrarli in Italia, per passare ai nostri ragazzi il messaggio che se studi e se ti prepari puoi lavorare ovunque, da Torino alla Norvegia. E poi io adoro la musica classica, ho studiato canto, ho sempre avuto una vicinanza a questo mondo”. 


 


Negli anni Ottanta è stata anche cantante…


 


“Ma solo perché in quel momento era utile per la mia carriera. ho recitato anche al cinema e a teatro, ma la mia vocazione era un'altra: la scossa di adrenalina che ti dà la tv, la necessità di essere sempre concentrati al 200 per cento, non te la dà nessun altro mezzo. Mi piace troppo quello che faccio”. 


 


La sua carriera è cominciata grazie a Renzo Arbore, che la portò al suo “L'altra domenica”, come inviata.


 


“Considero Renzo il mio pigmalione. Mi piace pensare che l'abbia portato verso di me il mio angelo custode.  Facevo un programma su una tv privata, Gbr, lui lo vide per caso e mi volle con sé in Rai. All'inizio avevo pensato  a uno scherzo”. 


 


Che rapporto avete oggi?


 


“Ci sentiamo spesso, ma non c'è mai stato verso di portarlo a “Ballando con le stelle”, Non ci sono mai riuscita, quando ho provato a proporgli il “ballerino per una notte” lui mi ha risposto “Milly, ti prego, non mi far ballare…” e io ho un enorme rispetto per lui”. 


 


Ma alla fine qual è il segreto del successo di “Ballando con le stelle”, che nella prossima stagione arriverà alla quindicesima edizione? 


 


“La dedizione assoluta. “Ballando” me lo sono sempre coltivato e curato come fosse un bambino. Poi c'è il fatto che il ballo piace a tutti, è una forma d'arte popolare liberatoria e si può praticare a tutte le età. E conta anche l'accuratezza e il mix con cui scegliamo il cast, portando i concorrenti a impegnarsi in qualcosa che non hanno mai fatto. Credo che sia questo l'aspetto più interessante, un paradigma della vita vera, considerando che anche la gente comune deve misurarsi spesso con situazioni nuove, con relativa iniziale frustrazione”. 


 


Chi le piacerebbe invitare nella prossima edizione di Ballando, come ballerino per una notte? 


 


“Sogno di avere Michelle Obama, non tanto per il suo ruolo da ex first lady, ma per la potenza che esprime”. 


 


E Maria De Filippi, sua grande rivale del sabato sera su Canale 5? 


 


“Non c'è rivalità tra di noi, ma tra le reti, perché un punto di share in più vale parecchio in termini di soldi. Ci siamo scambiate anche dei messaggi di simpatia e resta in piedi l'ipotesi di averla come ospite. Magari l'anno prossimo si realizzerà, reti permettendo”.  


 


Ma una stakanovista e perfezionista come lei, cosa fa quando si concede un po' di riposo? 


 


“Vado al cinema, leggo, mi dedico insomma a cose che mi riempiono il cuore, come anche viaggiare, preferibilmente all'estero, dove non mi riconosce nessuno. Alla mia privacy ci tengo”.


 


In effetti in tutti questi anni è riuscita miracolosamente a tenersi lontana dal gossip, è stata poco paparazzata, come ha fatto?  


 


“Lo dovevo a mio marito, (Angelo Donati, imprenditore nel campo dell'immobiliare ndr) che non c'entra niente con il mio lavoro, e ai miei figli  Patrick e Angelica. Proteggere la mia famiglia è sempre stato prioritario per me e in fondo non è neanche tanto complicato, basta evitare ristoranti e luoghi di vacanza che pullulano di paparazzi”. 


 


Professionalmente adesso dove punta? 


 


“Alla nuova edizione di Ballando e a continuare a raccontare con il linguaggio pop la cultura e la bellezza. C'è la possibilità che dopo il passaggio su Rai5  “Il sogno del podio” venga trasmesso anche da Raitre, sensibile alle operazioni cultural-musicali”. 


 


Si parla anche della sua conduzione, il prossimo anno su Raiuno, di un programma ben più pop, trasposizione del format americano “Masked singer” in cui una serie di personaggi famosi cantano mascherati in modo da non poter essere riconosciuti… 


 


“Non c'è assolutamente niente di definito, è solo un progetto che Raiuno sta valutando”.