Milly Carlucci: "Urlo e maleducazione in tv non mi stupiscono più. De Filippi e D'Urso? Tutto folclore gli antagonismi"

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“In tv oggi c’è di tutto. Servono prodotti che diano un brivido. Ma l’urlo e la maleducazione non mi stupiscono più”. Parola di Milly Carlucci, storico volto della televisione italiana che si è raccontato al Corriere della Sera. tra progetti futuri, ricordi e rapporto con le colleghe conduttrici.

A chi le sottolinea come la sua sia una “presenza rassicurante” e sempre fedele alla tv garbata, la Carlucci risponde:

Eppure ho sempre cercato di sperimentare. Non sono rimasta nella mia comfort zone: mi sono sempre buttata, a mio rischio e pericolo. Succederà anche con il mio nuovo programma, Il cantante mascherato (al via il 10 gennaio, ndr) [...] È una tv molto matura: c’è di tutto e di più. Servono prodotti che quando compaiono ti diano un brivido e, quando arriva, siamo tutti grati. Raiuno è l’amico educato che si presenta a casa tua.

Quando le viene chiesto se in televisione manchi la trasgressione, Milly Carlucci replica decisa.

In tv si è spesso spinto sulla trasgressione, confondendola però con la non educazione. Per me è rompere schemi consolidati. Se invece è fare scandalo con qualcosa di talmente brutto che fa saltare la gente sulla sedia, allora mi trovo distante [...] Ma l’urlo e la maleducazione non ci stupiscono più. Il linguaggio di quella tv non ha più lo stupore della novità e parte del pubblico lo riconosce ormai come un teatrino.

A proposito del “rderby del sabato sera” tra i suoi programmi Rai e quelli di Maria De Filippi in onda su Canale 5, la conduttrice sdrammatizza.

Quello è folclore. L’Italia vive di Guelfi e Ghibellini, di Coppi e Bartali. Il derby del sabato sera, tutto sommato, ha illuminato entrambe le reti.

E sulle colleghe presentatrici, Milly Carlucci afferma:

Maria riassume i ruoli di cui parlavamo, ha fatto molto per la causa femminile. Clerici, Venier, Ventura sono persone di cuore, amiche. La D’Urso? Chiaramente punta sull’essere divisiva, ma è pop e fa bene quello che fa.

A chi le domanda se...

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