Mimmo Lucano condannato a 13 anni e 2 mesi per il "modello Riace"

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(Photo: Barcroft Media via Getty Images)
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L’ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato condannato a 13 anni e due mesi di reclusione nel processo “Xenia”, svoltosi a Locri, in Tribunale, sui presunti illeciti nella gestione dei migranti. La sentenza condanna Lucano a quasi il doppio degli anni di reclusione che erano stati chiesti dalla pubblica accusa (7 anni e 11 mesi).

“Questo non è un processo al nobile e reale fine dell’accoglienza. Non è mai stato nelle intenzioni della Procura contrastare il principio fondamentale dell’accoglienza dei migranti. Quello che ha mosso questa indagine è stato la consapevolezza dell’agire in modo opposto nel favorire l’accoglienza”. Queste erano state le parole del procuratore della Repubblica di Locri, Luigi D’Alessio, nell’aprire, nel maggio scorso, la requisitoria dell’accusa contro Lucano e altre 26 persone imputate per i presunti illeciti nella gestione del sistema di accoglienza dei migranti nel centro della Locride. D’Alessio ha aperto la requisitoria poi proseguita con l’intervento del pm Michele Permunian

“L’indagine - aveva detto D’Alessio - ha riguardato la mala gestio dei progetti di accoglienza e le vere parti offese sono stati gli stessi immigrati visto che a questi ultimi sono state date le briciole dei finanziamenti elargiti dallo Stato. In questa vicenda non sono state le norme ma si è cercato di giustificare un fine nobile con una commissione di reati. Qui non deve quindi passare il principio del giustificazionalismo ”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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