Mimmo Lucano non può vedere il padre morente: appello a Mattarella

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Roma, 19 ago. (askanews) - Mimmo Lucano non può vedere il padre che sta morendo: il Comitato Undici Giugno che sostiene l'ex sindaco di Riace sottoposto al divieto di dimora ha lanciato su Facebook una petizione e l'ha diretta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"Ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per i valori umani e per la dignità della persona e chiediamo il Suo urgente intervento in relazione alla nota vicenda politica e giudiziaria riguardante Domenico Lucano", si legge su Facebook nell'appello a Mattarella. Dal 4 ottobre 2018, a seguito della richiesta della Procura di Locri, Domenico Lucano è stato sottoposto prima agli arresti domiciliari poi al divieto di dimora nel comune di Riace, misura ancora efficace. "Le ragioni dell'applicazione delle citate misure cautelari nei confronti di Domenico Lucano, accusato di essersi adoperato per favorire l'immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi (circostanza, peraltro, mai verificatasi) oltre che di aver proceduto ad affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti a cooperative sociali (circostanza, nel caso di specie, ammessa dalla legge), venivano ricondotte al rischio di reiterazione dei reati contestati e di inquinamento probatorio in considerazione della carica di Sindaco che Domenico Lucano ha rivestito nel Comune di Riace fino allo scorso 26 maggio, data in cui i cittadini di Riace hanno eletto una nuova amministrazione comunale nella quale Domenico Lucano non ricopre alcuna carica pubblica, né amministrativa né politica", ricorda il Comitato, sottolineando "chiaro ed evidente risulta che oggi non vi è alcun motivo per ritenere che siano concrete ed attuali le motivazioni che hanno condotto all'applicazione delle citate misure cautelari". Inoltre "è pendente dinnanzi al Tribunale di Locri un processo a carico, tra gli altri, di Domenico Lucano, in cui verrà accertata la fondatezza delle accuse e rispetto al quale lo stesso ha sempre dichiarato piena fiducia nella magistratura", mentre - ricorda ancora la petizione - "lo scorso mese di marzo 2019, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Lucano, si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione che - in buona sostanza - ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato all'applicazione della misura restrittiva della libertà personale".(Segue)