## Min. Esteri Ucraina: Russia faccia la sua parte per pace Donbass

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Roma, 10 feb. (askanews) - La Crimea, assicura, prima o poi tornerà sotto l'ala di Kiev e l'Ucraina sarà un Paese dell'Unione europea e della Nato: il ministro degli Esteri ucraino Vadim Prystajko in una intervista ad Askanews ammette i tanti problemi che il nuovo presidente Zelensky è chiamato a gestire con poco spazio di manovra, ma è convinto che la storia sappia stupire e anche se ora nessuno ci crede darà poi ragione al suo Paese (e al suo governo). E a proposito di sorprese: dopo il processo di mpeachment a Donald Trump per la vicenda degli aiuti militari sospesi all'Ucraina, afferma Prystajko, "vi stupirà, ma i rapporti con gli Usa sono cambiati per il meglio."

Askanews: l'arrivo al potere del presidente Volodymyr Zelensky ha diffuso un cauto ottimismo sulla possibilità di una soluzione per il conflitto nel Donbass. Come si può arrivare ad una vera svolta?

Prystajko: "Interessante che si veda un'apertura dove la vedono molti ucraini, quel 72% di ucraini che ha votato per Zelensky presidente e il 73% che ha scelto il suo partito perchè stanchi di chi guidava prima il Paese. Ma il problema è che non puoi fare molto senza che anche l'altra parte si impegni, non si tratta di una disputa per un fiume, quando magari ti incontri a metà strada e decidi cosa fare. Abbiamo una guerra sul nostro territorio, abbiamo avuto già 14 mila morti e perso il 7% del territorio nazionale, oltre al 20% della produzione economica. Quindi l'azione di qualsiasi presidente o primo ministro sarà limitata dalla realtà sul terreno: cioè che hai di fronte a te forze nemiche molto più forti (..) e come arrivare con flessibilità a una soluzione politica? Che cosa ti chiede la gente, che cosa vuole l'altra parte? Il presidente Zelensky deve destreggiarsi sulla linea rossa rappresentata dal non sacrificare gli interessi nazionali e non permettere che la situazione politica collassi del tutto. E' una sorta di corridoio che deve percorrere. Ma è vero, c'è una certa flessibilità, l'ha mostrato sul versante umanitario, con gli scambi di prigionieri, molto importanti per gli ucraini. Questo è il punto su cui per ora il presidente ha avuto i maggiori risultati. Il resto è tutto molto complicato, i russi non stanno facendo i passi necessari, ad esempio la frontiera con la Russia nel nostro Sud-est è ancora in mano loro, noi non abbiamo accesso al confine. Vogliono che organizziamo elezioni in Donbass, ma Zelensky dice: signori, come possiamo tenere elezioni in un territorio di cui non controlliamo la frontiera, come faccio a sapere chi vota, come posso in una situazione del genere prendere poi delle decisioni politiche.(Segue)