## Min. Esteri Ucraina: Russia faccia la sua parte per pace Donbass -2-

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Roma, 10 feb. (askanews) - Askanews: La Crimea è il nodo apparentemente insolubile, ovviamente Kiev ne reclama la restituzione, ma lei davvero lo ritiene possibile?

Prystajko: "Quando l'Urss è collassata, abbiamo deciso che, sì, siamo tutti fratelli di una grande famiglia, ma ora ognuno deve vivere la propria vita, come nuovo membro della Comunità internazionale. Ciascun Paese lasciava l'Unione sovietica con i confini amministrativi esistenti, nessuno diceva: possiamo dare questo, possiamo prendere quello. Poi dopo più di 20 anni arriva la Russia e chiede un territorio, la Crimea, che era stata parte della Federazione russa, poi anche indipendente, poi parte dell'Ucraina, una storia complicata che ci porta a scavare in secoli di storia e se questo è l'approccio allora possiamo arriavre ai romani o ai greci nella penisola di Crimea. E' qualcosa di cui si può discutere, ma non c'è stata nessuna discussione: la Russia è arrivata e si è presa un territorio abitato da 2 milioni di persone, con una sua economia, sue infrastrutture. Qualcosa di mai visto in Europa dopo la Seconda guerra mondiale.

Ma come gestire una situazione del genere con una potenza nucleare, quando l'Ucraina all'arma nucleare ha rinunciato con la fine dell'Urss, perdendo una leva utilizzabile in caso di conflitto. Credevamo che l'inizio della nuova storia, o la fine della storia, per dirla con Fukuyama, non avrebbe richiesto soluzioni dei conflitti con le armi, invece eccoci qua. Noi non risponderemo con le armi, perché si finirebbe per uccidere tanta gente: la nostra, la loro. Crediamo si debbano usare gli strumenti a disposizione che possano funzionare. E se la Comunità internazionale pensa che ci siano metodi migliori di ammazzare delle persone, se possiamo fare riferimento al diritto internazionale, così procederemo. Intendo lo strumento delle sanzioni, meccanismi civilizzati che però mostrino lo sdegno internazionale, che dicano 'non è così che nel 21esimo secolo ci si comporta con i Paesi confinanti'.

Quanto al fatto se sia realistico pensare di recuperare la Crimea: credo sia realistico tanto quanto si è rivelata realistica l'indipendenza degli Stati Baltici dopo 70 anni sotto l'Unione sovietica, o la riunificazione tedesca. Noi non diciamo: accadrà tra cinque, sette, 20 anni, ma accadrà. Se non sarà possibile, allora dovremo tornare al Medio Evo, con le guerre a sistemare i problemi tra vicini di casa.(Segue)