Minacce a bambini delle elementari: denunciata una coppia

(Getty Images)

"Un fatto molto grave": così ha commentato la preside Alessandra Milazzo l'incresciosa aggressione verbale e le minacce nei confronti di alcuni bambini avvenuta ieri alla scuola elementare Dante Alighieri di San Giorgio in Bosco (Padova).

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il diverbio è iniziato in cortile all'ora della ricreazione, quando lo zio di un ragazzino, un 40enne di origine sinti, ha insultato un altro ragazzino che stava litigando con il nipote. Preso dall'ira, lo zio dapprima ha urlato dalla strada, dove si trovava accompagnato dalla fidanzata di 25 anni, poi si è avvicinato all'entrata tentando di entrare.

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A fermare l'uomo, nato a Schio (Vicenza) e residente in un accampamento nomade a Cittadella (Padova), sono state le stesse insegnanti, oggetto anche loro di insulti e minacce da parte sia dell'uomo che della donna che si trovava con lui. La scuola ha immediatamente chiamato i carabinieri che hanno identificato i due aggressori, denunciati per minaccia aggravata.

"Siamo di fronte ad una vera e propria spedizione punitiva da parte di una famiglia Rom per difendere un loro caro - sottolinea l'assessore veneto all'istruzione Elena Donazzan, commentando l'episodio -. Situazioni come queste rappresentano un grave precedente, una minaccia che va condannata con fermezza per prevenirne strascichi o reiterazioni". Secondo l'assessore, "i minori a difesa dei quali è scattata questa ritorsione andrebbero allontanati dalla famiglia, dimostratasi violenta e diseducativa. Come giàebbi a dire, se degli italiani si comportassero così per un proprio figlio o nipote, probabilmente un assistente sociale interverrebbe subito e con decisione".

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"C'è poco da aggiungere, c'è poco da commentare: forse rientra nella cultura di queste persone farsi giustizia da sé arrivando anche a intimidire bambini delle scuole elementari". Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto commenta così "il grave episodio che ha segnato l'inizio dell'anno scolastico a San Giorgio in Bosco". "La vera lezione che questi bambini hanno dovuto subire - sottolinea - è che ci sono dei violenti che non hanno alcun pudore nell'esibire la loro arroganza nella convinzione di essere liberi di fare ciò che vogliono: questa traumatica lezione deve trovare uno sbocco positivo in un pronto pronunciamento della giustizia, affinché anche i più piccoli possano essere sicuri della supremazia del diritto sulla violenza".

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