Minacce di morte a ex dg sanità lombarda, solidarietà bipartisan

Asa
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Milano, 18 nov. (askanews) - L'ex direttore generale della sanità della Lombardia, Luigi Cajazzo, ha ricevuto "minacce" di morte e "insulti" attraverso Internet e i social network. Lo ha riferito in un comunicato il suo legale, Fabrizio Ventimiglia, che ha denunciato i fatti alla Digos "per accertare ogni responsabilità, identificando gli autori". Alla base della vicenda, ha aggiunto l'avvocato, c'è un servizio di Report andato in onda nei giorni scorsi nel quale si fa riferimento a una "presunta dimenticanza - precisa Ventimiglia -, che non vi è mai stata" da parte di Cajazzo o di altri dirigenti della Lombardia di un ordine di caschi C-Pap pervenuto dall'Asst di Bergamo Est nel marzo scorso. Da lì, ha proseguito, "si è diffuso un inaccettabile clima di violenza verbale ed odio, caratterizzato da beceri insulti ed auguri di morte pubblicati sul web e sui social, che hanno reso doveroso ed improcrastinabile il deposito di una immediata denuncia". D'altra parte il suo legale sottolinea che Cajazzo "continua a mantenere il più assoluto contegno anche dinanzi a tali disdicevoli condotte, avendo sempre agito nell'esclusivo interesse della tutela della salute pubblica dei cittadini, ed è fiducioso che all'esito delle investigazioni condotte dalla magistratura verrà riconosciuta la piena correttezza del proprio operato e, di conseguenza, l'assenza di ogni ipotesi di responsabilità". In seguito alle minacce è arrivata solidarietà di diverse forze politiche del Consiglio regionale, sia di maggioranza sia di opposizione. Per il Pd è intervenuto il capogruppo, Fabio Pizzul, secondo il quale "le minacce e gli insulti nei suoi confronti sono frutto di un clima di odio che il Partito Democratico combatterà, come ha sempre fatto, senza tregua. Cajazzo, come tutte le vittime di violenza potrà sempre contare sulla nostra vicinanza e sul nostro sostegno. Le indagini della magistratura devono fare il loro corso ma questo deve avvenire in un clima di rispetto". Per Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia, "in un Paese democratico il dibattito deve sempre mantenersi su toni civili. Mi auguro che vicende come questa facciano riflettere: è necessario abbassare i toni".