Minacce di morte provocate dal calcio o dalla politica? La questura indaga

Il caso Ruberti finisce in procura
Il caso Ruberti finisce in procura

Secondo quanto appreso nelle ultime ore, il video che ha portato alle dimissioni di Albino Ruberti finirà alla procura di Frosinone. All’interno di questo filmato è ritratto l’ex capo di gabinetto di Gualtieri mentre, insieme ad alcuni esponenti del Pd locale. Dal video in questione si possono chiaramente capire le minacce di morte urlate contro persone non inquadrate, di cui il Ruberti non ha voluto fare i nomi. Le minacce sono perseguibili d’ufficio, e sono state la risposta ad una non precisa frase dell’interlocutore di Ruberti, che sintetizza così: “Questo ha detto che me se compra”.

Il video: lite privata per motivi calcistici? O qualcosa di più?

Acquisendo per intero la sequenza del filmato la procura spera di riuscire a ricostruire l’intero contesto della vicenda nel quale tutto è avvenuto e valutare cosa abbia scatenato la reazione di Ruberti. Anche se, interpellati da Il Foglio sia Ruberti che la compagna Sara Battisti (anche lei legata al Pd) avrebbero tolto l’attenzione dalla politica per passare al calcio: “Si tratta di una lite per motivi calcistici, accaduta circa due mesi fa a Frosinone con una terza persona, che non voglio citare, al termine di una cena. Alla scena erano presenti anche Vladimiro e Francesco De Angelis con il quale ho ottimi rapporti. Niente di più”. Le parole dell’ex capo di gabinetto (ma allora per quale motivo il video sarebbe stato pubblicato?). Sulla stessa linea la compagna: “Era un banale diverbio per motivi di tifoseria tra Albino e altre persone sulla Roma e la Lazio”. In tutto questo il M5s vuole approfondire, in quanto le parole dette dal Ruberti lasciano più di qualche punto di domanda, per queste ragioni la richiesta di una revisione degli atti approvati da Gualtieri fino ad oggi.