Minacce no vax, Ricciardi: "Non mi fanno né caldo né freddo"

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"Di fatto si è creata un'associazione a delinquere, finalizzata a terrorizzare". Anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, è oggetto di minacce dai no vax. "Le stiamo ricevendo un po' tutti noi, più esposti mediaticamente nella lotta alla pandemia. La chat creata su Telegram, che ha pubblicato i nostri recapiti, ha avviato un processo di interesse penale ormai, di cui si dovranno occupare la magistratura e le Forze dell'ordine. Di fatto si è creata un'associazione a delinquere, finalizzata a terrorizzare", dice all'Adnkronos Salute.

Ricciardi, però, non si fa intimorire. "Sin dall'inizio della pandemia - spiega - abbiamo ricevuto minacce di tutti i tipi. Questo non ci allontana dalla responsabilità che abbiamo di tutelare la sanità pubblica e la stragrande maggioranza degli italiani che sono persone per bene". Queste 'controindicazioni' no vax, secondo Ricciardi, erano prevedibili "rispetto alla esposizione pubblica che c'è stata in una situazione così complessa e una minoranza di soggetti che è sempre stata ostile. Tutti quanti noi siamo sempre stati oggetto di minacce e pressioni. Ultimamente, però, si sono intensificate in conseguenza di una 'organizzazione', visto che la chat di Telegram ha sommato 41mila persone in cui c'è un vero e proprio appello a delinquere", ribadisce.

Queste iniziative, però, "non mi fanno né caldo né freddo", sottolinea il consigliere di Speranza. "Nel corso degli anni ne ho viste di tutti i colori. Sono purtroppo frutto di una minoranza aggressiva e rumorosa che fino a quando rimane nel campo dell'espressione delle opinioni non è un problema: meglio avere una democrazia imperfetta che una dittatura perfetta".

"Ma, quanto si entra nell'ambito delle associazioni nate per terrorizzare, parliamo di una forma di criminalità che va perseguita dagli organi competenti, altrimenti vuol dire che il Paese non tutela le persone che lavorano per il bene pubblico", conclude Ricciardi che confessa: "ne ho viste tante, a partire dalla mia formazione, sono napoletano e ho operato in situazioni difficili anche dal punto di vista del rischio fisico, le minacce non mi toccano. Dispiace però che il Paese sia esposto a queste brutture".

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