Mini focolaio di Covid-19 in un macello: la Vestfalia rischia un nuovo lockdown

Germania, oltre mille contagi nel mattatoio Tönnies

Ritorna la paura Covid-19 a Berlino. Dopo la riapertura graduale del Paese, destano preoccupazione i mille contagi di coronavirus registrati in un mattatoio della Germania, nella regione del Nord Reno Westfalia. Lo hanno reso noto le autorità di Guetersloh, ammettendo che almeno due terzi del personale sono positivi. Per ora, il team sanitario ha proceduto ad effettuare tamponi a tappeto nell’industria, anche con l’ausilio degli agenti di polizia.

Contagi di coronavirus in un mattatoio: lockdown in Germania?

Il timore di un nuovo lockdown per tutta la regione è concreto. Al momento, il governo regionale ha emesso un ordine di quarantena per i 6.500 lavoratori del mattatoio, inclusi i loro familiari. Chi non esclude un provvedimento drastico è il presidente del Land, Armin Laschet: “Al momento l’infezione è localizzata, ma se questo dovesse cambiare potrà diventare necessario anche un lockdown a tappeto nella regione“. Molti dipendenti provengono da altri centri della Vestfalia e le preoccupazione è che i contagi non possano essere contenuti. Al momento i tamponi hanno dato esito positivo per circa 1.029 dipendenti dell’impianto di lavorazione della carne Tönnies. Il mini-focolaio aveva indotto il Land a chiudere scuole e asili. Ora per la circoscrizione non resta che monitorare lo sviluppo dei contagi nell’area.

Il coronavirus, dalla carne al salmone: cosa sappiamo

Ancora non è noto perché il focolaio sia scoppiato in un’industria di lavorazione della carne. Sarebbe il “salmone contaminato” la causa del nuovo focolaio di Covid-19 a Pechino. Stando a quanto riferisce il South China Morning Post, la Cina avrebbe sospeso le importazioni di salmone dai fornitori europei. E così, il salmone è sparito anche nei menu dei ristoranti in Cina. Perplessità sulla modalità dei contagi sono state avanzate da Shi Guoqing, vice direttore del Centro d’emergenza per il controllo e la prevenzione delle malattie in Cina. Sono disponibili ancora pochi dati e non si sa se il salmone fosse già contaminato prima dell’arrivo sui banchi del mercato di Xinfadi. L’ipotesi di un collegamento tra il salmone e il coronavirus non convince nemmeno la virologa italiana, Ilaria Capua. Esprimendosi nel merito, Capua ha sottolineato l’impossibilità per il salmone di trasmettere l’infezione.

I virus funzionano a certe temperature, i pesci vivono ad altre temperature. È impossibile che il virus circoli tra i salmoni e questi possano essere fonte di contagio” ha detto. Piuttosto, Capua ha sottolineato che il virus non è scomparso, al contrario continua a circolare. Questi casi sembrano confermarlo.