Mini red carpet e niente party, l'Oscar rinuncia al glamour

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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An Oscars billboard is pictured by the Hollywood and Highland complex ahead of the 93rd Academy Awards in Los Angeles, California, U.S., April 20, 2021.  REUTERS/Mario Anzuoni (Photo: MARIO ANZUONI via REUTERS)
An Oscars billboard is pictured by the Hollywood and Highland complex ahead of the 93rd Academy Awards in Los Angeles, California, U.S., April 20, 2021. REUTERS/Mario Anzuoni (Photo: MARIO ANZUONI via REUTERS)

Red carpet a scartamento ridotto e niente feste dove lo champagne scorre a fiumi: a causa del Covid il glamour degli Oscar perde lustrini e pailettes. “Vanity Fair” ha cancellato il suo consueto party del dopo-serata, trasformato in una serie di eventi virtuali sponsorizzati da Lancome, e così anche il privatissimo benefit della vigilia a favore del Motion Picture and Television Fund è diventato un affare online con LeAnne Rimes, El DeBarge e la 12 volte candidata Diane Warren (stavolta con Laura Pausini) tra gli intrattenitori.

Non tutto è perduto però e “Re Giorgio” non ha dubbi: “La moda del red carpet conta ancora: un momento di evasione e di sogno oggi forse più rilevante che mai”, ha detto a “Wwd” Giorgio Armani che nel 1992 creò la mistica del tappeto rosso quando Jodie Foster lo incaricò di vestirla per la serata in cui vinse per “Silenzio degli Innocenti”.

Certo, mesi di cerimonie via zoom in cui molte star si sono presentate al pubblico in abito da casa (vedi il pigiama della stessa Foster o la felpa di Jason Sudeikis ai Golden Globes) hanno avuto un prezzo: ecco perchè designer e stylist sono oggi al settimo cielo: ad attendere domenica i candidati, ciascuno con un solo ospite, alla storica Union Station di Los Angeles ci saranno giornalisti in carne ed ossa, troupe tv e fotografi in una versione “live”, sia pure “piccola piccola” del leggendario red carpet, come ha detto la producer Stacey Sher che con Steven Soderbergh e Jesse Collins cura i dettagli della serata.
Per i divi e i loro stylists, la cerimonia 2021 è un pò come simbolicamente girare l’angolo dopo la pandemia: “Sono eccitatissima di avere finalmente un evento di persona su cui lavorare”, ha detto Elizabeth Stewart che annovera tra i suoi clienti le candidate Viola Davis (“Ma Rainey’s Black Bottom”) e Amand...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.