Mini-sanatoria multe, cosa fare per pagare meno

feedback@motor1.com (Redazione)
Multa

Cartelle esattoriali per le sanzioni da Codice della Strada: le indicazioni dell’Agenzia entrate

Arrivano le indicazioni dell’Agenzia entrate (ex Equitalia) per le cartelle esattoriali che riguardano le vecchie multe. Parliamo di verbali appioppati dai Comuni agli automobilisti (specie per eccesso di velocità e transito nelle ZTL non permesso), che i proprietari delle vetture hanno ricevuto a casa e non hanno pagato. Gli enti locali si sono rivolti al riscossore per ottenere il denaro arretrato: Equitalia prima e l’Agenzia dopo si sono mossi con le cartelle esattoriali. Includono il doppio della multa più varie penalità. Per far pagare un po’ meno del previsto, l’Agenzia ha dato il via alla Definizione agevolata, di cui ora si conoscono più dettagli.

Tre punti fondamentali

#1. Cosa (non) si paga. Grazie alla Definizione agevolata, l’automobilista che deve pagare vecchie multe può non versare gli interessi e le maggiorazioni. Chi, entro il 15 maggio 2018, ha aderito alla procedura (una mini-sanatoria) prevista dalla Legge 172/2017, han ricevuto una comunicazione da parte dell’Agenzia entrate. Qui c’è scritto se la richiesta è stata accolta o rigettata. Poi vengono indicati eventuali carichi di debiti che non possono rientrare nella definizione agevolata. Quindi, sono riportate le somme da pagare, nonché le date entro cui saldare il debito aderendo al mini-condono.

#2. Quante rate. Chi ha presentato un’unica dichiarazione di adesione con carichi affidati in riscossione sia nell’anno 2017 che nel periodo 2000-2016, riceverà dall’Agenzia un’unica comunicazione con in evidenza l’anno in cui è stato affidato alla riscossione il debito. Potrà così da subito conoscere gli importi da pagare. Come? Da una ad un massimo di 5 rate nel caso di cartelle relative a carichi affidati in riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017. Invece, da una ad un massimo di 3 rate nel caso di cartelle contenenti carichi affidati dal 2000 al 2016.

#3. Entro il 30 settembre 2018. In aggiunta, l’Agenzia entrate ha inviato, per coloro che avevano cartelle che erano ricomprese in rateizzazioni in corso al 24 ottobre 2016 e non erano in regola con i pagamenti delle rate in scadenza a tutto il 2016, anche una nuova comunicazione. È identificabile con la lettera C8. Qui c’è l’importo da pagare, entro il 31 luglio 2018. Dopo aver verificato l’avvenuto pagamento di quanto richiesto, l’Agenzia entrate invierà, entro il 30 settembre 2018 una nuova Comunicazione delle somme dovute per rottamare anche queste cartelle.

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Occhio ai ritardi

In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della prima/unica rata (in scadenza al 31 luglio 2018 per i carichi affidati in riscossione nel 2017 e al 31 ottobre 2018 per quelli affidati in riscossione nel periodo dal 2000 al 2016), non è possibile ottenere nuovi provvedimenti di rateazione. C’è un’eccezione: si può pagare a rate per le cartelle e gli avvisi notificati da meno di 60 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di adesione.