Minimum Tax all'americana o all'europea? Le tasse su Amazon&Co. passano da qui

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
·2 minuto per la lettura
G20 (Photo: Getty&HP)
G20 (Photo: Getty&HP)

Il fisco italiano perde ogni anno la possibilità di tassare oltre 26 miliardi di dollari a causa della “concorrenza” praticata da alcuni Paesi che si sono per questo guadagnati nel tempo la nomea di “paradisi fiscali”. E poco importa, qui, che di questi 26 miliardi ben 23 vengono distratti verso Stati dell’Unione Europea. Non è una scoperta. Ma il grave ammanco fiscale registrato annualmente dall’Italia spiega bene perché il Governo di Mario Draghi sia stato tra i primi a esprimere apprezzamento per la mossa della Casa Bianca di proporre una tassa minima globale per le grandi multinazionali. Da giorni si discute della proposta lanciata dalla segretaria al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen di un’aliquota fiscale globale “che possa fermare la corsa al ribasso” delle tasse sulle imprese. Sul tema si discute da anni e sembra che il vento sia finalmente cambiato grazie all’amministrazione Biden. Ma, visti i precedenti, non è il caso di cedere a facili entusiasmi.

Di certo dietro le nobili intenzioni americane si celano anche ragioni interne: segnare, prima di tutto, un cambio di passo con il precedente inquilino della Casa Bianca, contrario a una tassa digitale per le aziende internet come Amazon, Google o Apple; soprattutto, reperire risorse per finanziare il mega piano infrastrutturale da 2250 miliardi di dollari di Joe Biden, evitando al tempo stesso di mettere in fuga le grandi aziende dal suolo americano; infine, frenare la spinta Ue per l’introduzione di una digital tax cercando di allargare il campo da gioco anche alle società europee. C’è insomma un evidente tornaconto per Washington nel mettere il cappello politico su un tema di cui si discute in realtà dallo scorso decennio.

La proposta più recente e su cui si sta discutendo tra i leader del G20 è quella elaborata dall’Ocse su un sistema di tassazione globale costruito...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.