I ministri europei bocciano il price cap della Commissione

Non ha partorito decisioni, ma solo evidenziato divisioni la riunione dei ministri dell'Energia dell'Unione Europea tenutasi a Bruxelles.

Critiche bipartisan

Al centro delle trattative c'è sempre il tetto al prezzo del gas: la proposta della Commissione lo fissa a 275€/MwH, con condizioni di attivazione tanto stringenti che non sarebbe entrato in vigore nemmeno ad agosto, quando i prezzi del combustibile battevano ogni record.

In tanti vorrebbero una soglia più bassa, tra cui il ministro italiano per l'Ambiente e la sicurezza energetica Gilberto Picchetto Fratin. "Il meccanismo di correzione dei picchi di prezzo proposto in questa maniera dalla Commissione europea non avrà il nostro voto", ha dichiarato il ministro dopo la riunione con i suoi omologhi, pur affermando che un accordo è possibile nel prossimo Consiglio, a dicembre.

Ancora più dura Teresa Ribera, vicepresidente della Spagna e ministro per la Transizione ecologica. "Il meccanismo ha tre seri problemi: la configurazione, il prezzo e le condizioni. In altre parole, i suoi elementi cruciali sono stati progettati male. Sembra concepito proprio per non essere mai applicato, e questo ci sembra un brutto scherzo da parte della Commissione".

Un gruppo più ristretto di Stati, guidati dai governi di Germania e Paesi Bassi, non vuole invece interventi sul mercato e continua a esprimere preoccupazione per l'impatto del price cap sulle forniture di gas in Europa.

"La proposta al momento in discussione sul meccanismo di regolazione del mercato è problematica: c'è un grande rischio di danneggiare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e anche la stabilità del mercato finanziario", spiega Rob Jetten, ministro per il Clima e la politica energetica dei Paesi Bassi. "Sono molto critico nei confronti di questa proposta, ma da un punto di vista diverso rispetto ad alcuni dei miei colleghi".

La diatriba sul tetto tiene in stallo anche altri due strumenti contro il caro energia: il sistema di acquisto comune del gas a livello europeo e il meccanismo di solidarietà tra gli Stati membri in caso di carenze improvvise.

Come ha affermato il ministro Pichetto Fratin un punto di mediazione è stato raggiunto su entrambe le proposte, ma "le approvazioni arriveranno insieme su tutti e tre i fronti, compreso quello su cui in questo momento non c'è l'accordo". Le misure insomma sono già concordate a livello informale, ma non vedranno la lunce senza un'intesa sul price cap.