"Mai con Renzi e Boschi". Di Maio riparte da Conte e Mattarella

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Davanti ai parlamentari del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio riparte da due punti fermi: da un lato Giuseppe Conte, a cui ribadisce “piena fiducia” e che “non merita di essere trattato come in questi giorni e neanche di essere accusato di trame segrete. È un uomo di una rettitudine che non ho mai visto in nessuno”; dall’altro Sergio Mattarella, a cui M5S si affida per il “percorso istituzionale che vorrà delineare”. 

Di Maio parla pochi minuti e non delinea scenari. Se ieri la riunione dello stato maggiore dei 5 stelle aveva sancito una spaccatura con Matteo Salvini, oggi il vice premier leghista resta il colpevole di questa crisi di Governo - “ha bisogno di parlare di noi per fare notizia, è disperato. Spero che nella Lega si apra un dibattito sul disastro che ha compiuto in totale autonomia” dice Di Maio, rivelando che molti leghisti gli avrebbero rivelato di non sapere nulla della strategia messa in campo dal Capitano. Ma in questa fase per i 5 stelle non ci sono porte chiuse per nessuno. Nessuna opzione - Lega o Pd - può essere esclusa del tutto, in questa fase, in attesa della giornata clou di domani.

“Un governo Renzi, Lotti e Boschi è frutto solo delle bufale della Lega e nemmeno gli rispondiamo. Lanciano bufale per nascondere la coltellata data al Paese” avrebbe detto inoltre Di Maio ai suoi parlamentari. D’altro canto erano stati due colonnelli di peso nel Movimento, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, a dirlo con chiarezza sui social già in mattinata. “C’è una forza politica in Italia che ha sempre mantenuto la sua coerenza e ferma la bussola sull’interesse dei cittadini, non delle banche né dei comitati d’affare. Il M5S non si siederà mai al tavolo con Renzi e/o Boschi” scrive il ministro della Giustizia Bonafede. “La questione non è personale: il Paese ha ancora bisogno di un cambiamento che è totalmente incompatibile con certi nomi. È un momento delicato per il Paese. Ora basta con le bufale, siamo...

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