Ministro Speranza: il patto per la Salute è un piano Marshall

Cro/Ska

Roma, 19 dic. (askanews) - "Il Patto per la Salute non veniva approvato dal 2014. In una fase di divisioni e lacerazioni anche con regioni non allineate politicamente al governo dà il senso di una svolta. Si ricomincia a investire sulla salute". Così il Ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato in Circo Massimo su Radio Capital, parla del Patto firmato ieri da governo e Regioni.

"Il sistema sanitario nazionale - aggiunge - è una pietra preziosa ma se non si investe c'è il rischio di perdere il carattere dell'universalità. Negli ultimi anni si è tagliato troppo. Il nostro è un piano Marshall che chiude la stagione dei tagli. Il presidente Conte ha detto che da qui alla fine della legislatura servono 10 miliardi di investimenti".

Se ora c'è una carenza di medici, spiega il Ministro, è proprio perché per anni si sono bloccati gli investimenti e "questo sul personale ha prodotto un effetto, con minore qualità del SSN, liste d'attesa più lunghe. Ora invertiamo la rotta. Le Regioni potranno spendere una quota aggiuntiva sul personale sei volte più alta. Sarà del 15% su 2 miliardi, appunto sei volte in più rispetto al 5% di un miliardo. Stabilizziamo 30 mila precari, allargando i termini della legge Madia al 31 dicembre del 2019 e facciamo nuovi concorsi. Servono nuove energie".

Speranza poi spiega che la possibilità per i medici di restare al lavoro fino ai 70 anni "varrà solo per due anni", per affrontare la situazione attuale di emergenza. A proposito dell'altra misura prevista nel patto, gli specializzandi in corsia, il Ministro spiega che si tratta di "laureati che hanno già fatto 3 anni di specializzazione. Possono essere assunti a tempo determinato e dopo la specializzazione il contratto diventa a tempo indeterminato. E' una misura che c'è in tanti paesi nel mondo. In una prima fase avranno dei tutor, ma sono energie di cui abbiamo bisogno". L'altro versante della carenza di personale è quello dovuto all'esodo di medici verso l'estero o il privato, dove hanno un trattamento migliore. Quando si chiede al Ministro come si fermi questa emorragia lui risponde "trattando meglio i medici. Io li ringrazio sono bravissimi ma sono tra i meno pagati d'Europa. E' un grande tema ed è il risultato della stagione di tagli. Dobbiamo ricominciare a investire, non abbiamo la bacchetta magica ma diciamo che ricominciamo a investire nel comparto salute. La novità di ieri è che il Patto è stato approvato da tutti le Regioni di ogni colore politico".

Parlando dell'impatto di queste misure sulle liste d'attesa Speranza spiega che "il problema principale era proprio la carenza di personale. Non vengo a dire che abbiamo risolto i problemi ma moltiplicare per sei volte la possibilità per le Regioni di spendere per il personale, oggettivamente risolverà una parte dei problemi. Poi mettiamo 235 milioni per la strumentazione diagnostica di primo livello negli studi dei medici di medicina generale e questo ci aiuterà a fare filtro e ridurre attese e accessi impropri".

L'altro punto del Patto è il rafforzamento dello strumento di assistenza dell'infermiere a domicilio e per Speranza questo è necessario perché "negli ultimi anni si è invertita la piramide demografica, si allunga la vita, si riducono le nascite. Esplodono le cronicità. L'ospedale è per le cure in fase acuta, quindi l'infermiere a domicilio serve per assistere chi ha problemi cronici".

Sul caso di Sondrio e i commenti razzisti alle urla disperate di una madre di origine nigeriana che aveva appena perso un figlio il Ministro della Salute commenta che "si può solo provare a dare il buon esempio, smettendo con la stagione i odio e conflitto, la politica ha una grande responsabilità. Chiudiamo la stagione dell'odio e della disumanità. Perdere un figlio è la cosa più drammatica, è un atteggiamento inaccettabile e disumano. Dalla politica deve arrivare un messaggio diverso".

Sulla Cannabis Light e lo stop in Senato all'emendamento che la regolamentava il Ministro osserva che "si tratta di una discussione di natura parlamentare ed è giusto che non sia una iniziativa di governo anche perché è una materia che tocca anche una sensibilità di natura etica. Sul fatto che sia dannosa o meno rispondo che l'Istituto Superiore di Sanità fornisce pareri espliciti (che parlano di possibile pericolosità ndr) ma ripeto che noi come governo dobbiamo in ogni caso rispettare l'esito di un dibattito che deve essere solo parlamentare".