Minniti: accordo Malta primo passo, ora ritorni missione Sophia

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Roma, 24 set. (askanews) - Il patto sui migranti di Malta è stato definito dal premier Conte "un passo storico" per la gestione dei flussi nel Mediterraneo. Più cauto l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti: "Lo considero un buon primo passo", dice a Circo Massimo, su Radio Capital, ricordando che "in altri momenti, in questi ultimi 14 mesi, abbiamo utilizzato la parola 'svolta' e poi drammaticamente non c'era nessuna svolta. È un buon primo passo per ridotare l'Italia di una strategia per governare i flussi migratori".

A giudizio di Minniti "è un buon primo passo per una ragione semplicissima: l'Europa ha dimostrato, almeno nel gruppo non banale di paesi presenti a Malta, una volontà molto forte di condividere con Italia e Malta la gestione dei flussi migratori. È una questione di grandissimo rilievo, per la prima volta vengono superate le colonne d'Ercole e si comincia a parlare di 'rotazione dei porti', pur volontaria. Qualcosa incomincia a essere discusso seriamente in Europa. Ora bisognerà fare il secondo passo, e le volontà espresse a Malta devono diventare una cooperazione rafforzata".

Matteo Salvini ha definito l'accordo "una sòla": "Lui se ne intende, è uno dei massimi esperti in materia, quindi da questo punto di vista va preso seriamente", risponde con una battuta Minniti, che poi definisce i porti chiusi "non una strategia ma una drammatica propaganda che serviva a coprire il fatto che negli ultimi 14 mesi sono cresciuti a dismisura gli arrivi illegali nel nostro Paese, gestiti direttamente dagli scafisti. Per questo c'è una prudenza degli altri Paesi Europei ad affrontare questo tema in maniera unitaria, perché quelli sono arrivi illegali, su cui nessuno controlla nulla, su cui nessuno può garantire in alcun modo un elemento di sicurezza. Per questo bisogna ripristinare un principio di sicurezza nel Mediterraneo centrale. Siamo arrivati a un gigantesco paradosso: la missione Sophia su richiesta dell'Italia non ha navi in mare. Rasenta quasi il ridicolo. Quella missione navale aveva il compito fondamentale di contrastare il traffico illecito nel Mediterraneo centrale. Quelle navi militari in mare vanno rimesse. Se c'è quella missione militare, quegli arrivi illegali verranno contrastati".