Minori: sottrae figlia a padre e la porta in Israele, per Cassazione la madre non commette reato (3)

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(Adnkronos) – Una volta superato questo scoglio, per la Suprema Corte i giudici di secondo grado avrebbero dovuto decidere nell'interesse della minore, mentre "le considerazioni espresse nel decreto non riescono ad occultare la sussistenza di un giudizio morale", nei confronti della donna che si è rifatta una vita e ha avuto altre due figlie dall'attuale marito. Si contestano le "divagazioni di stampo talora moraleggiante" da parte dei giudici che non hanno stabilito se il trasferimento sia stato un "escamotage" per sottrarsi al divieto di espatrio o "un vero progetto di vita tale da coinvolgere armonicamente la minore".

Citando tre diverse sentenze della Cassazione, i giudici di Piazza Cavour rilevano che si tratta di un caso non di sottrazione internazionale di minore – come fa il tribunale e l'appello -, ma di "controversia concernente l'individuazione del miglior collocatario, individuazione da effettuarsi nell'interesse esclusivo, della minore, anche a costo che ciò 'incida negativamente sulla quotidianità dei rapporti con il genitore non collocatario'". Dunque la decisione è di rimettere la questione a un nuovo collegio della corte d'Appello di Roma. Intanto la piccola, che avrebbe dimenticato l'italiano, può continuare la sua vita a Tel Aviv lontano dal padre.

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