Minori, Unhcr: quasi 4 mln piccoli rifugiati senza scuola nel mondo

Gci

Roma, 28 gen. (askanews) - Nel corso dell'ultimo anno accademico, oltre 3,7 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo non hanno avuto la possibilità di andare a scuola. Ma un bambino rifugiato che non va a scuola non rischia di perdere l'anno, ma la vita. Come emerge dal rapporto dell'UNHCR Stepping Up: Refugee Education in Crisis, la condizione di rifugiato il più delle volte è a lungo termine: quasi 4 rifugiati su 5 vivono una condizione di esilio prolungata. Questo significa che i bambini rifugiati passeranno in esilio tutto il loro periodo scolare, ovvero dai 5 ai 18 anni. Ma per la sopravvivenza di un bambino rifugiato, sottolinea l'Ufficio Onu per i rifugiati, la scuola è centrale al pari di una tenda dove ripararsi, del cibo o delle cure mediche. I tassi di povertà si ridurrebbero del 55% se tutti i bambini completassero la scuola secondaria. E il reddito aumenterebbe del 75% se si raggiungesse l'obiettivo di garantire a tutti i bambini di terminare la scuola secondaria. Maggiore è il livello di istruzione, più elevate saranno le abilità dei ragazzi e delle ragazze in termini di leadership, capacità imprenditoriale e piena autonomia. Con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza decisiva dell'istruzione per il futuro di milioni di bambini rifugiati e di garantire loro accesso ad un'istruzione di qualità, dal 26 gennaio al 16 febbraio 2020 l'UNHCR lancia la quarta edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi "Mettiamocelo in Testa. Un bambino rifugiato che non va a scuola non rischia di perdere l'anno, ma la vita" che si potrà sostenere con un sms o chiamata da rete fissa al numero solidale 45588.

Il rapporto mostra che con l'avanzare dell'età diventa più difficile superare gli ostacoli all'istruzione: solo il 63% dei bambini rifugiati frequenta la scuola elementare, rispetto al 91% su scala globale, mentre gli adolescenti iscritti alla scuola secondaria sono il 24%, a fronte dell'84% nel mondo. "In un mondo pieno di conflitti e scontri, la comunità internazionale sta perdendo l'investimento più importante che ci sia: l'istruzione dei bambini e ragazzi rifugiati. Non possiamo e non dobbiamo permettere che questi bambini siano costretti a rinunciare all'istruzione, perché la scuola è la principale, e in molti casi l'unica, risorsa che ciascun bambino ha nell'immediato per sopravvivere, soprattutto in situazioni di emergenza" ha dichiarato Carlotta Sami, portavoce dell'UNHCR per l'Italia

Per l'UNHCR l'istruzione è parte integrante della risposta umanitaria alle più gravi emergenze internazionali. La scuola è un luogo pacifico e sicuro, che mette al riparo i bambini dalla violenza e garantisce loro una rassicurante routine che gli permette di socializzare e superare il trauma della guerra. L'obiettivo dell'UNHCR è di poter assicurare ai bambini rifugiati un'istruzione di qualità per tutta la loro vita scolastica e per farlo ha bisogno del sostegno di tutti. "Assicurare l'intero ciclo di istruzione ai bambini rifugiati è un aspetto fondamentale per far sì che acquisiscano le competenze a loro necessarie per costruire per sé e per la loro comunità di appartenenza un futuro dignitoso e di pace" - ha dichiarato Laura Iucci, Responsabile del programma di raccolta fondi di UNHCR Italia - "La scuola è un luogo protetto dove i bambini traumatizzati ritrovano finalmente normalità e supporto psico-sociale. L'istruzione è il migliore antitodo a integralismi e oscurantismi ed è la premessa per un mondo più stabile e sicuro per tutti. Adesso l'obiettivo - conclude Iucci - è di permettere a 400 mila bambini di andare a scuola entro l'anno prossimo, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto con una chiamata da rete fissa o un sms al numero solidale 45588".