"Mio figlio era felice fino a pochi attimi prima". I funerali dell'11enne suicida a Napoli

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
·2 minuto per la lettura
(Photo: Napoli)
(Photo: Napoli)

Una piccola bara bianca poggiata davanti all’altare della basilica di Santa Chiara a Napoli. Fiori e un silenzio irreale accompagnano il bimbo che, a 11 anni, si è lanciato dal balcone di casa sua, togliendosi la vita forse per una challenge sul web: la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio.
In chiesa ci sono coetanei del bimbo, amici di scuola, e quelli del calcio. Nessuno avrebbe dovuto, a questa età, assistere all’ultimo saluto a un amichetto. Abbracciati alle mamme che li hanno accompagnati, composti in un dolore inspiegabile per la loro età.

Due, al massimo tre persone in ogni banco, come impongono le misure anti covid, ma la chiesa - monumentale, al centro di Napoli - è piena. Ci sono i volontari della Basilica di Santa Chiara a chiedere di rispettare le distanze alle persone rimaste in piedi.

“Il rispetto che dobbiamo a un bambino - ha detto, commuovendosi, durante l’omelia monsignor Vincenzo De Gregorio, che ha celebrato il rito insieme con Giovanni Paolo Bianco, parroco di Santa Chiara - impone a tutti di tacere e attendere le risposte alla domanda ‘Perchè?’. Ammesso che possa essere trovata una risposta”.

Al termine del rito funebre, i genitori del piccolo hanno parlato a tutti dall’altare. “Esiste l’imponderabile - ha affermato il padre - ci chiedete cosa è successo? Non lo so. Lui era un puro e penso che abbia pescato un pesce avvelenato ma mio figlio era un bambino felice. Lo era pochi attimi prima di compiere quel maledetto gesto - racconta il padre dal pulpito, esortando tutti a reagire a questa tragedia - abbiamo salutato il fratello che era fuori Napoli, era allegro, raccontava barzellette. Io non lo so cosa è successo. ‘e’ una indagine e speriamo che mai più possa accadere qualcosa del genere”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.