Miriam Leone bullizzata per le sue sopracciglia: "Mi chiamavano Elio e le storie tese"

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(Photo by Marilla Sicilia/Archivio Marilla Sicilia/Mondadori Portfolio via Getty Images)
(Photo by Marilla Sicilia/Archivio Marilla Sicilia/Mondadori Portfolio via Getty Images)

"La gente mi vede bella e non riesco a capire. Non sono mai contenta del mio aspetto. Al liceo mi prendevano in giro per le mie sopracciglia folte: mi dicevano che ero Elio delle Storie Tese. Ci ho messo una vita ad accettare la mia faccia. Oggi è divertente perché ho un’età. Ma perché me la dovrei prendere se sui social mi insulta, per dire, Giuseppino88? La facilità nel criticare il prossimo sono chiacchiere da bar che valgono zero".

È quanto ha raccontato al Corriere della Sera Miriam Leone, in occasione dell'uscita nelle sale del film "Marilyn ha gli occhi neri" di Simone Godano, in cui l'attrice veste i panni di Clara, una mitomane, e Stefano Accorsi quelli di Diego, pieno di tic e scatti d’ira. È la storia di due emarginati in un rehab, un centro di riabilitazione.

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E proprio parlando di emarginazione, Miriam Leone ha accennato agli anni trascorsi a Catania, sua città natale.

"Io mi sentivo diversa anche fisicamente, si rivolgevano a me come se fossi una straniera. Ti sembra di vivere una discesa agli inferi invece è un’ascesa. Era un modo di vedere le cose che dovevo capire. Per essere autentici bisogna conoscersi. La cosa bella del film è che, in questo processo, ognuno aiuta l’altro. Clara è mitomane per abbellire una realtà che la ferisce".

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