Miss Italia con la protesi, sui social una valanga d’insulti. Ecco come risponde

Chiara Bordi ha 18 anni, un fisico bellissimo e studia all’ultimo anno del liceo classico e da adolescente è rimasta coinvolto in un brutto incidente in motorino. (Credits – Facebook)

Questa sera a Milano si assegnerà il premio di Miss Italia 2018. Tra le tante ragazze che sognano il scettro c’è anche Chiara Bordi. Chiara ha 18 anni, un fisico bellissimo e studia all’ultimo anno del liceo classico. Chiara ha deciso di partecipare al concorso Miss Italia, così come fanno migliaia di sue coetanee da decenni. Ma Chiara non è come le altre concorrenti, non lo è da quel maledetto incidente stradale avvenuto circa 5 anni fa. Adolescente, Chiara è rimasta coinvolto in un brutto incidente in motorino e ha subito tre interventi per l’amputazione transtibiale della gamba, cioè fino a sotto il ginocchio.

Ma Chiara è forte, non si è arresa, ha continuato a studiare, lavora come barista e, ora, sarà a Milano sognando di diventare Miss Italia. Una bella favola che dovrebbe commuovere e dovrebbe far vedere Chiara come una ragazza bella e coraggiosa. Ma in Italia, sui social network, una bella favola può provocare invidia. Colpa dell’ignoranza. Così negli ultimi giorni le pagine social di Chiara si sono riempite di insulti, offese gratuite. “Fai schifo vattene a casa e non fare pena agli italiani che ti votano perché sei storpia” scrive, per esempio, tale Mirella Improta. “Tra un po’ pure i maiali o i cani a miss Italia… che pena che schifo” continua la donna. Parole volgari, durissime, che potrebbero far male a una ragazza di soli 18 anni.

Ma Chiara in vita sua ne ha passate tante e non può certo essere la frustrazione di un’utente social a piegarla. E la sua risposta è esemplare. “Vi ringrazio tutti di cuore, mi avete fatto quasi scendere una lacrimuccia a leggere tutti questi commenti e tutto questo sostegno (chi mi conosce poi sa quanto io sia facile di pianto). A me il commento della “signora” scivola completamente addosso. Mi dispiace molto per lei perché a me mancherà pure un piede ma a lei manca cervello e cuore, e quelle sono le uniche due vere qualità che, secondo me, contano. Dietro tutta questa cattiveria si nasconde frustrazione e insoddisfazione personale di gente che, invece di lottare contro i lati negativi della propria vita e cambiarli, preferisce cercare di scoraggiare gli altri e portarli al loro stesso livello. È molto più facile stare dietro a un computer a insultare i traguardi altrui che alzarsi e combattere contro la vita, per poi godersela. L’unica cosa che mi sembra assurda è il dover leggere certe critiche da parte di una persona cresciuta e adulta e stare qui io, 18 anni, a “giustificarla”. E mi dispiace il fatto che le sia arrivato come messaggio il “votatemi perché sono storpia” e non il “guardatemi, mi manca un piede ma non ho paura di mostrarmi al mondo”. Cosa che molte persone purtroppo non fanno perché più fragili, e impauriti da commenti di persone come la nostra Mirella. Per concludere, a me della vittoria non interessa niente, tantomeno di fare pena perché posso assicurare che la pena è l’ultima cosa ricercata e la prima odiata da me e da qualsiasi altro tipo di disabile. Sto facendo tutto questo per mostrare alle persone ottuse (appunto) che una ragazza senza un arto può gareggiare al pari di tutte, che la diversità non è vincolante, che la vita non si interrompe mai ed è sempre bella, anche quando sembra che ce l’abbia con te, che da un dramma si rinasce e si cresce più forti di prima, tutto sta nel saper reagire”.