Missionaria laica uccisa in Perù, forse conosceva suoi assassini

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Nadia De Munari conosceva forse i suoi assassini. Secondo quanto riporta la pubblicazione online 'Diario de Chimbote' la polizia non esclude che gli aggressori della missionaria italiana uccisa in Perù si siano accaniti contro di lei proprio perché la loro identità le era nota e temevano di essere denunciati. Citando fonti della squadra omicidi di Lima e del Dipartimento investigativo criminale di Chimbote, la pubblicazione online afferma che gli autori dell'aggressione potrebbero appartenere all'ambiente circostante la missionaria e precisa che Nadia De Munari dormiva al terzo piano e il personale del centro - dove non sono state rilevate tracce di forzature nelle serrature - al secondo.

"Sono sconvolto per quello che è accaduto a questa donna così nobile, non posso ancora concepire come sia potuto accadere un assassinio come questo. In questo momento, ricordo la mia visita a Vicenza, dove ero stato a trovare don Francesco Strazzari. Mi unisco nel dolore alla terra vicentina e al vostro Paese". Lo ha affermato all'agenzia 'Sir' l'arcivescovo di Lima, Carlos Castillo Mattasoglio.

"Siamo in contatto con la Farnesina per Nadia per favorire il rientro della salma. Ci sono notizie frammentarie e ci sarà una inchiesta ma lì la situazione era descritta sempre come estremamente delicata per cui tante cose non chiare a livello di istituzioni", ha detto all’Adnkronos il sindaco di Schio Valter Orsi.

Ci sono state sottovalutazioni? "Lì c’è una sorta di degrado istituzionale- osserva - e sembra che Nadia abbia visto qualcosa che non doveva sapere. Le dinamiche di questa aggressione, per quanto siano ancora molto frastagliate e confuse, sembrano escludere la rapina. Da quel che emerge l’ingresso in casa pare invece essere stato finalizzato unicamente a colpire Nadia".