In missione a Leopoli per consegnare farmaci e vestiario

Luca Leva

AGI - È arrivata a Leopoli, in Ucraina, la quarta Missione di approvvigionamento di beni e farmaci di Mediterranea, piattaforma della società civile italiana, a supporto delle missioni sanitarie di Medcare.

La carovana, partita da Napoli, ha fatto la prima tappa a Montelupo Fiorentino per raccogliere una fornitura di coperte, sciarpe e cappelli fatte a mano dai volontari di Sheep Italia, un associazione di volontariato che si occupa di senza tetto.

"Dal mese di agosto Mediterranea ha avviato un intervento costante in Ucraina per i rifugiati interni", racconta Laura Marmorale, portavoce della carovana appena giunta a Leopoli.

"La possibilità che abbiamo avuto sin dalla prima missione di incontrare la popolazione e ascoltare le loro esigenze ci ha fatto capire che con la guerra uno dei problemi principali è legato alle cure mediche, sia in termini di distribuzione che di reperimento di farmaci generici. Non è facile farsi visitare - sottolinea - e da qui nasce la nostra missione Medcare. Ad agosto abbiamo portato qui un ambulatorio mobile e abbiamo garantito un avvicendamento costante di sanitari che visitano i principali campi profughi che sono sorti in città, oltre a tanti cittadini comuni e profughi accolti anche informalmente".

Leopoli in queste ore è sotto la neve e questo sta rendendo la vita dei profughi sicuramente più difficile. "A questo si aggiunge l'aumento degli allarmi antiaerei - specifica Laura - senza considerare gli ultimi attacchi che hanno sicuramente contribuito ad aumentare i livelli di paura e tensione". Ad accogliere la missione della Ong c'è Don Pietro, uno dei padri che gestiscono la struttura che ospiterà i volontari in questi giorni di distribuzione degli beni.

"Qui arrivano molti aiuti da tanti paesi - racconta mentre dirige le operazioni di scarico - e noi siamo veramente molto grati perché la situazione è difficile. Mentre parliamo va via la corrente, e il lungo corridoio che porta all'enorme deposito diventa impercorribile. "Ecco, questo è un altro dei problemi - aggiunge preoccupato il padre salesiano mentre accende la torcia del cellulare - la corrente va e viene e questo, come si può immaginare, crea una serie di innumerevoli problemi. È di pochi giorni fa il bombardamento russo che aveva causato un blackout totale proprio a Leopoli. Ora la situazione è migliorata, grazie al lavoro senza sosta degli operai della rete elettrica nazionale, e la rete sembra in quota parte ripristinata. Al momento, però, garantire una continuità per l'intera popolazione e per l'intera giornata sembra un'impresa impossibile".