Mistero come opportunità: verso la XXIII Triennale internazionale

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Milano, 29 apr. (askanews) – Un’introduzione ai misteri, dalle profondità del cosmo fino a ciò che ci è vicino eppure continua a stare nel territorio dello strano e del perturbante, per dirla con Freud e Mark Fisher. La XXIII Triennale internazionale, che si aprirà nel 2022, è dedicata a ciò che non sappiamo di non sapere, “Unknown Unknowns”, ed è curata da Ersilia Vaudo, astrofisica dell’Agenzia spaziale europea.

“Questa tematica – ha spiegato la curatrice – ci sembrava ancora più importante tenendo conto del periodo molto particolare che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Questa esperienza collettiva e simultanea della pandemia con la quale tutta l’umanità si sta confrontando ci ha reso consapevoli di una nuova fragilità. Pensavamo di avere tutto sotto controllo, mentre poi lo sconosciuto ci ha travolto”.

Nel racconto con cui ci confronteremo, quindi, un elemento chiave è proprio quello di avvicinarci al mistero, per cambiare le nostre prospettive e, forse, avere la possibilità di affrontare con soluzioni nuove le grandi tematiche del nostro tempo.

“La tematica – ha aggiunto Ersilia Vaudo – vuole prendere spunto da diverse ispirazioni. Innanzitutto lo sconosciuto inteso al di là dello stereotipo del vuoto, dell’antagonista, del buio. Questo è anche uno sconosciuto che abitiamo e che abbiamo voglia di abitare; c’è uno sconosciuto che ha un suo linguaggio, che è quello dello stupore, della meraviglia, e ci sono delle scoperte che ci portano anche inevitabilmente fuori dalle nostre zone di conforto”.

L’obiettivo della Triennale di Milano è quello di dare vita a un’esperienza profonda, che coinvolgerà designer, architetti, artisti, drammaturghi e musicisti.