Mitragliette e cannoni laser. Così la Francia vuole difendersi nello Spazio

raffaele angius

La Francia ha un piano per controllare lo spazio fuori dall'orbita terrestre, che potrebbe contemplare l'impiego di mitragliette e cannoni laser. L'annuncio arriva direttamente dal ministro della Difesa, Florence Parly che, durante un incontro nella base aerea di Mont Verdun, ha descritto la sostanza del piano approvato dal governo Macron per la creazione di un'unità militare spaziale, che prevede un incremento di 750 milioni di dollari al budget spaziale già stanziato di 4 miliardi di dollari per il periodo 2019-2025 e la creazione di un'unità specializzata nella difesa dei sistemi satellitari del Paese.

“Non una fantasia, ma un'ambizione credibile”, ha spiegato il ministro, citata da Le Point. A inizio luglio il presidente francese Emmanuel Macron aveva anticipato l'intenzione, entro settembre, di costituire un reparto apposito dell'aeronautica destinato alla difesa dei sistemi di telecomunicazione satellitare del Paese. Contestualmente, l'aeronautica francese potrebbe cambiare nome e diventare l'Armée de l'air et de l'espace, cioè l'Armata del cielo e dello spazio.

Obiettivo del riallestimento sarà quello di contrastare eventuali tentativi di danneggiare i satelliti per le telecomunicazioni francesi. Esigenza già evidenziata più volte nell'ultimo anno da parte del ministro della Difesa e che potrebbe trovare ragione in un possibile tentativo di sabotaggio nei confronti del satellite militare franco-italiano Athena-Fidus, che sarebbe avvenuto nel 2017 su iniziativa della Russia.

Pourquoi une stratégie spatiale de défense ?
➡️ pour rester indépendant
➡️ car des pays espionnent nos satellites
➡️ car toutes nos opérations militaires mobilisent des satellites
➡️ car nous utilisons l'espace au quotidien : un smartphone fait appel à plus de 10 satellites pic.twitter.com/h32psc77mD



— Florence Parly (@florence_parly) July 26, 2019

“Se i nostri satelliti vengono minacciati, prenderemo in considerazione di accecare quelli dei nostri avversari - ha commentato Parly, riportata da Task and Purpose -. Questo potrebbe involvere l'uso di raggi laser disposti sui nostri satelliti o sui nostri mini-satelliti da ricognizione”.

Secondo quanto spiegato dalla testata, la nuova unità sarà composta da circa duecentoventi elementi e avrà la sua centrale operativa a Tolosa, già sede di una base dell'aeronautica. Per raggiungere lo scopo, Parly ha già proposto un emendamento alla legge francese sulle operazioni spaziali, che potrebbe autorizzare il Ministero della Difesa a operare più liberamente, sotto la supervisione del Centro nazionale per gli studi spaziali. Questo potrebbe portare entro il 2023 al lancio in orbita dei primi satelliti Syracuse, dotati di telecamere per il monitoraggio visivo dello spazio e controllati operativamente da terra. Successivamente, entro il 2030, potrebbero venire lanciati dei satelliti dotati di piccoli armamenti, come per esempio delle torrette mitragliatrici in grado di distruggere i sistemi di alimentazione a raggi solari di un oggetto ostile, spiega Le Point.

“La difesa attiva non è una strategia offensiva, bensì autodifesa”, ha precisato il ministro. “È così, quando un atto ostile viene identificato in quanto tale, all'interno dei confini della legge internazionale è legittimo essere in grado di rispondere in modo appropriato e proporzionato. La legge non vieta l'autodifesa e non vieta la militarizzazione né il dispiegamento di armi”.