Mitsotakis: Ankara usa migranti per distogliere da crisi Siria

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Bruxelles, 3 mar. (askanews) - "Ciò che è successo in questi ultimi giorni è ovvio: la Turchia, in piena violazione dell'Accordo con l'Ue (sull'immigrazione, ndr) ha sistematicamente incoraggiato e assistito decine di migliaia di rifugiati e migranti per farli entrare illegalmente in Grecia. Ma ha fallito, e continuerà a fallire nel perseguire questa strategia". L'accusa, nettissima, alla Turchia è del premier greco Kyriakos Mitsotakis, ed è stata lanciata in apertura di una conferenza stampa, questo pomeriggio nella regione di Evros, alla frontiera greco-turca, a cui hanno partecipato anche i tre presidenti delle Istituzioni Ue: Ursula von der Leyen per la Commissione, David Sassoli per il Parlamento europeo e Charles Michel per il Consiglio europeo.

"Questo - ha continuato Mitsotakis - non è più in problema di rifugiati: è un plateale tentativo da parte della Turchia di utilizzare gente disperata per promuovere la sua agenda geopolitica e per distrarre l'attenzione dall'orribile situazione in Siria. Le decine di migliaia di persone che hanno cercato di entrare in in Grecia negli ultimi giorni - ha sottolineato - non venivano da Idlib, ma hanno vissuto per lungo tempo in sicurezza in Turchia e spesso parlano fluentemente il turco. L'Europa non si farà ricattare dalla Turchia sulla questione dei rifugiati".

Poco dopo, parlando in greco, Mitsotakis è stato ancora più esplicito: "Sfortunatamente - ha detto - la Turchia è diventata il trafficante ufficiale di migranti verso l'Europa. La Grecia e l'Ue non accettano questa situazione. Tutte le prove vanno nella stessa direzione: le dichiarazioni pubbliche del presidente turco Erdogan che indicavano che il confine era aperto; i video che mostrano trasferimenti gratuiti di migranti con autobus accompagnati dalla gendarmeria turca verso la frontiera, e le testimonianze delle persone arrivate a Evros".

"Non è un problema di rifugiati o migranti: è una minaccia 'asimmetrica' - ha aggiunto il premier greco - al confine orientale della Grecia che è anche la frontiera esterna dell'Europa. E' un'invasione di migliaia di persone che minacciano il nostro territorio, di cui non conosciamo la provenienza, che usano la violenza per entrare in Grecia e lanciano lacrimogeni dell'esercito turco".

"Noi siamo pronti a sostenere la Turchia nell'affrontare il problema dei rifugiati e trovare una soluzione al problema siriano, ma non in queste circostanze", ha puntualizzato Mitsotakis. "Il mio dovere - ha ricordato - è proteggere la sovranità del mio paese; ma allo stesso tempo la Grecia sta anche rendendo un grande servizio all'Europa", perché "il confine della Grecia è la frontiera esterna dell'Unione europea, e noi la proteggeremo", ha assicurato.

"La Grecia si attende una solidarietà concreta dall'Unione europea, e la presenza della sua intera leadership qui, al confine esterno dell'Unione - ha detto il premier greco indicando i tre presidenti delle istituzioni europee -, invia un chiaro messaggio a tutti".

"Ma siamo onesti: l'Europa - ha concluso Mitsotakis - non è stata all'altezza del compito di affrontare la crisi dei migranti; spero che questa crisi oggi serva come una sveglia per tutti, affinché tutti si assumano le proprie responsabilità".