Moavero: nostra industria è competitiva, vitale il libero commercio

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Roma, 24 lug. (askanews) - La diplomazia italiana si sta adeguando alle sfide della globalizzazione per difendere l'interesse nazionale, promuovere il "soft power" italiano e migliorare la presenza dei prodotti italiani in Estremo Oriente, Africa e America Latina, restando federe ai "tre pilastri di riferimento": Onu, Nato e Ue. E' quanto ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in un'intervista concessa a Il Sole 24 Ore nel giorno in cui si apre alla Farnesina la Conferenza degli Ambasciatori.

"Il termine 'globalizzazione' aiuta a individuare la principale matrice dei tempi che viviamo, ma non basta - ha tenuto a precisare il ministro - c'è maggiore interdipendenza e un'inedita immediatezza e fluidità, specie negli investimenti. Per questa ragione, penso che la politica estera italiana debba muoversi per individuare autonomamente le linee d'azione di nostro interesse prioritario".

E il ministro ne indica tre: "Far sì che i porti italiani s'impongano quale approdo finale e 'porta d'europa' della lunga rotta commerciale marittima che dall'area dell'Estremo Oriente (Giappone, Corea del Cud e Cina), attraversa il Sud-Est asiatico in pieno boom economico. La seconda linea guarda all'Africa, ai nostri buoni rapporti antichi e recenti con i suoi Stati, alla complementarietà fra la loro realtà in crescita notevole e la nostra già matura, ma che ha tanto da offrire. La terza linea porta a coltivare i rapporti di affinità culturale con l'America Latina e i suoi paesi animati oggi da un forte dinamismo". (Segue)